Flavia Pennetta perde al primo turno agli Open di Francia

Una brutta Flavia saluta Parigi
TENNIS – La Pennetta esce al primo turno contro la numero 85 del mondo, la naturalizzata americana Varvara Lepchenko, al termine di un incontro in cui nel terzo set ha mancato diverse opportunità per spuntarla. In sala interviste non riesce a trattenere la delusione e si sfoga con un eloquente “Ho giocato come il c…”. Ancora un’eliminazione al primo turno: accade per il quarto torneo di seguito. Da Parigi,

“Oggi ho giocato come il culo”, questa la frase che descrive meglio di tutte le altre la partita persa quest’oggi dalla nostra Flavia Pennetta contro la numero 85 del mondo l’uzbeca naturalizzata americana Varvara Lepchenko (allenata da tal Fischetti qui l’anno scorso a Parigi. Le aveva fatto da sparring a Roma, qui le aveva portato fortuna, ed era stato riconfermato all’US Open), pronunciata dalla nostra giocatrice appena arrivata in sala interviste con il volto scuro che più scuro non si può. Con questa sconfitta esce di scena da Parigi la prima testa di serie del tabellone femminile la numero 18 e dopo gli ottavi dello scorso anno Flavia è destinata a perdere diverse posizioni in classifica. “Ho delle cose del mio gioco che mi mancano – ha continuato Flavia – non riesco a trovare il giusto ritmo e nell’arco della partita ho sprecato troppe occasioni”.

E’ sempre una grande emozione aggirarsi per i viali dei Bois de Boulogne, lo storico quartiere posizionato nella parte sud-ovest di Parigi che in questi giorni ospitano il tradizionale Slam su terra. Un’emozione che ti prende sin dalla metro, basta arrivare alla fermata Port d’Auteuil alle 10 del mattino del primo giorno e rendersi conto della magica atmosfera che ti avvolge con già in fila migliaia di persone per entrare nell’impianto che seguono silenziose le piccole racchette rosse disegnate sui marciapiedi. Lo scorso anno furono oltre 30 mila solo in questa prima domenica (quasi un quinto del totale di Roma nel 2011 con il combined), ed anche quest’anno dovremmo esserci andati vicino a detta degli organizzatori. Distribuiti sui ben 23 campi che nel 2016 diverranno 35 su quattordici ettari, alla faccia di chi dice che il nostro Foro con i suoi 10 campi possa rappresentare una sorta di quinto slam. Ma torniamo alle emozioni che ti assalgono nel vedere le strette stradine tra i campi 6 e 8 riempirsi quando in campo la Pironkova con la Dellacqua non certo due nomi di richiamo, ma da queste cose si capisce che tipo di cultura dello sport abbiano da queste parti. Emozioni che portano noi italiani nella bella tribunetta del campo numero 1 (quello ovale che dalla forma assomiglia ad una sorta di moderno colosseo, con le debite proporzioni del caso ovviamente, che tutt’intorno ha impressi nel bordo esterno i nomi dei vincitori) per seguire la prima italiana a scendere in campo; la brindisina Pennetta opposta all’americana Varvara Lepchenko. Flavia che dal giornale ufficiale della manifestazione “Le quotidien” è stata inserita tra le dive del programma di oggi con il titolo “Pennetta, pourquoi pas”, nel senso perché non può essere lei una delle favorite? Lei che lo scorso anno eguagliò il suo miglior risultato in terra transalpina con gli ottavi (raggiunti anche nel 2008) che ovviamente furono subito fatti dimenticare dall’impresa della Schiavone. Dall’altra parte della rete la numero 85 del mondo l’uzbeka naturalizzata americana Varvara Lepchenko (1 a 0 i precedenti per l’italiana con la vittoria in tre set sul cemento di Los Angeles del 2008). Flavia si presenta in campo con il nuovo completino dell’Adidas molto bello canotta blue e violetto e gonnellino in tinta, mentre nella sua avversaria odierna la cosa che risalta di più sono i quattro vistosi cerotti che ha sulle gambe che circondano le ginocchia. Passano pochi minuti e la nostra Flavia è costretta ad un lunga discussione con l’arbitro che fa ripetere un punto dopo che una palla era caduta dalle mani di un raccattapalle ma nel frattempo la mancina americana aveva già buttato fuori un rovescio lungolinea. Flavia perde cosi il primo game e va al servizio nervosa ed alla seconda palla break cede il servizio. Ma subito dopo se lo riprende con una grandissima risposta di rovescio lungolinea. Flavia è molto fallosa mentre la sua avversaria prende fiducia portandosi sul 4 a 2 mentre dagli spalti si alza qualche timido applauso d’incoraggiamento che sembrano far bene all’italiana che si riporta sul 3 a 4 dopo essersi fatta annullare tre palle dal 40 a 0. Provvidenziale l’errore di dritto della Lepchenko che in carriera non è mai andata oltre un secondo turno in un torneo dello slam. Per Flavia, però, le cose non sembrano migliorare e con un doppio fallo cede ancora una volta il servizio e siamo 5 a 3 per l’americana allenata dal padre Peter. Va sul 40 15 l’azzurra e dagli spalti i coretti “vai Flavia” si fanno più insistenti ma con un bella palla corta la Lepchenko si procura il primo set point dopo 36 minuti e va a vincere il parziale con un errore di dritto della brindisina. Speravamo in una reazione della nostra giocatrice invece è ancora l’americana a togliere il servizio a Flavietta che appare ancora troppo nervosa e poco centrata sulla palla. La sua avversaria inizia a sbagliare qualche palla e Flavia si porta sul 2 a 1 prima poi sul 3 a 2 riuscendo a tenere un paio di servizi (nonostante i già 5 doppi falli) e continuando a guardare il suo tecnico Gabriel Urpi seduto subito dietro l’arbitro. Finalmente il suo bel rovescio inizia ad essere incisivo ed in diagonale trasforma la palla del break che la porta sul 4 a 2 con un urlo liberatorio e poi sul 5 a 2 ha tre palle per chiudere il set dopo un’ora ed otto minuti, mentre sugli spalti riappare un tricolore “ammainato” in precedenza. La Lepchenko a suon di rovesci lungolinea si rifà sotto ma con un passante incrociato di dritto si procura la quarta e grazie al rovescio fuori arriva la vittoria del set tra i “Fla-via” ritmati del pubblico e siamo alle 8 e 10 della sera con un forte venticello che inizia ad insinuarsi tra il pubblico.

Si torna in campo con un simpatico tifoso che dice alla Pennetta “Siamo venuti dall’Italia per vederti vincere” ed infatti l’augurio porta bene e Flavia va via sul 3 a 2, e con un doppio fallo dell’avversaria, dopo un game molto lungo, si procura una palla break che però sbaglia malamente con un dritto a ridosso della rete e siamo sul 3 pari, poi arrivano due brutti doppi falli che danno una palla break all’avversaria, annullata, ma alla seconda c’è un erroraccio di dritto e break per la Lepchenko che si porta sul 4 a 3. Sul 15 30 un brutto errore di rovescio la fa andare su tutte le furie, ma oggi proprio non e’ giornata, e nonostante gli incoraggiamenti di Urpi e di Barazza infreddoliti in tribuna va sotto sul 3 a 5 e O 30 al servizio e sul 15 40 arrivano i primi due match point dopo 1 e 52 di gioco. Il primo l’annulla con un gran rovescio lungo linea ed il secondo con un bel dritto in anticipo. Arriva la terza dopo un rovescio a rete mentre si sfoga con un “gioco da fare schifo”. Grande scambio e smash vincente e siamo di nuovo in parita’. L’ottavo doppio fallo da il quarto match point annullato con una gran volee smorzata di dritto, ancora un errore e quinto match point e nono doppio fallo e partita terminata come peggio non si poteva dopo un ora e 58′.

Brutta, anzi bruttissima sconfitta della nostra “piccola penna” che da diversi mesi (da Indian Wells) e da quattro tornei non supera un turno ed addirittura in questo 2011 sulla terra ancora non è riuscita a vincere una partita (fuori al primo turno a Madrid e soprattutto a Roma). Flavia che ti succede? Dov’e’ finita quella giocatrice grintosa e determinata che nell’agosto 2009 entrò come prima azzurra tra le magnifiche top ten del Ranking? Una delle sue risposte in conferenza stampa, sia pure pronunciata in un momento di rabbia, non fa essere fiduciosi: “Quarta sconfitta di fila? Preparatevi, ce ne saranno altre”. Speriamo si sbagli.

Daniele Flavi da ubitennis.com

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