Foggia L’ex suocera Lucia Lumera di 52 anni ha ucciso Giovanni Battista Buono

Ucciso dall’ex suocera con cinque colpi
«Ho fatto bene anche se vado in cella»
La donna ha utilizzato la pistola detenuta dal marito
Il movente: i tanti dissapori tra le due famiglie

FOGGIA – Contrasti tra le due famiglie legati alla separazione della figlia con l’ex marito. È questo il movente dell’omicidio di Giovanni Battista Buono l’uomo di 43 anni freddato venerdì pomeriggio alla periferia di Foggia con cinque colpi di pistola calibro 7.65. A fare fuoco l’ex suocera della vittima, Lucia Lumera di 52 anni, arrestata dagli agenti della squadra mobile con l’accusa di omicidio volontario di Buono e del tentato omicidio del padre della vittima.

LE INDAGINI – Secondo la ricostruzione degli investigatori la vittima e il padre Rinaldo (di 59 anni) si sono recati all’abitazione della ex moglie, al rione Salice Vecchio per prendere il figlio di sei anni. In quel momento l’ex moglie non era in casa, perché fuori città, e ad attendere i due c’era solo la suocera. Com’è emerso dalle indagini la signora aveva preparato tutto. Aveva preso la pistola legalmente detenuta dal marito, che stava dormendo in un’altra stanza, e l’ha messa nella borsa. Quando l’ex genero ha suonato si è avvicinata al cancello e facendo finta di prendere dei documenti ha messo la mano nella borsa e ha fatto fuoco una prima volta contro l’uomo. Poi ha nuovamente sparato e ha continuato a fare fuoco quando Buono era già riverso a terra. Cinque i colpi che avrebbero ucciso l’uomo, due dei quali lo hanno raggiunto alla testa.

LA FUGA – Il padre della vittima ha cercato di soccorrere il figlio ma è scappato quando Lumera ha sparato anche contro di lui due colpi, senza però riuscire a colpirlo. Quando la polizia è giunta ha trovato anche la donna che infieriva sul corpo dell’ex genero colpito anche con il calcio della pistola. «Ho fatto bene ad ammazzarlo. Anche se vado in galera – diceva – ho fatto bene ad ammazzarlo». Lumera ascoltata in questura agli uomini di Alfredo Fabbrocini, dirigente della squadra mobile di Foggia, ha ripetuto dei dissapori tra le due famiglie e anche che il consuocero molto spesso la derideva sparlando di lei. Ma l’uomo nega tale circostanza.

Luca Pernice da corriere.it