Forconi sciopero nazionale autotrasporto i tir bloccheranno l’Italia dalla mezzanotte di domenica 8 a venerdì 13 dicembre

Sicilia blocco TirAutotrasportatori, da domani sera blocchi sulle strade di tutta Italia
La protesta comincerà a mezzanotte di domenica, fino a venerdì. Rischia di paralizzare il Paese. Timori per possibili infiltrazioni

Autotrasportatori, da domani sera blocchi sulle strade di tutta ItaliaROMA – Hanno bloccato l’Italia meno di due anni fa e lunedì tornano in strada. Gli autotrasportatori, anche se limitatamente ad alcune sigle, hanno confermato il fermo nazionale dalla mezzanotte di domenica 8 a venerdì 13 dicembre. Sono più di trenta i presìdi già programmati dai camionisti e dal “movimento dei forconi”, cui potrebbero aggiungersi anche i Cobas. Ma il rischio principale riguarda possibili blocchi di strade e nodi ferroviari in grado paralizzare la circolazione in diverse parti del Paese.

ll ‘timore’ è che si possa ricreare la situazione degli inizi del 2012, quando la ‘rivolta dei tir’, partita a metà gennaio dalla Sicilia, si estese a tutta la penisola, causando milioni di euro di danni a tutti i comparti produttivi e generando un vero e proprio ‘panico’ da ‘tutto esaurito’, con l’allerta scorte dal nord al sud dell’Italia. E poi ci sono le preoccupazioni per la sicurezza. Per la possibilità che alla protesta si uniscano elementi di estrema destra.

Il sottosegretario con delega all’autotrasporto, Rocco Girlanda, ha diffuso una nota preoccupata: “Ritengo sia doveroso chiarire che lunedì 9 dicembre non è un fermo del settore dell’autotrasporto, ma solo di alcuni che aderiscono a movimenti di protesta concomitanti con altre categorie che hanno in animo forme di dissenso eclatanti a livello nazionale e che stanno assumendo in questi giorni preoccupanti toni di carattere ‘rivoluzionario’, dal quale si discostano tutte le maggiori associazioni dei vettori”. Ma proprio la scelta di non aderire – fatta dalle principali sigle del settore – potrebbe complicare le trattative.

Prima ‘vittima’ del blocco della circolazione del 2012 il made in Italia agroalimentare: lo stop alle consegne dei prodotti deperibili come l’ortofrutta, il latte, i fiori, la carne e il pesce, causò oltre 100 milioni di danni, secondo Coldiretti, che in quell’occasione organizzò una distribuzione gratuita a pensionati e famiglie bisognose di latte, uova, frutta e verdura da parte degli agricoltori in una decina di città italiane.

Tragiche conseguenze anche sul fronte dei lavoratori impegnati nella raccolta, nel confezionamento e nella trasformazione dei prodotti alimentari deperibili: in 100mila furono costretti al fermo. La mancanza di molti prodotti sul mercato scatenò inoltre speculazioni al consumo sui prezzi: alcuni ortaggi aumentarono anche del 40%.

Dopo cinque giorni che misero in ginocchio la Sicilia, la protesta si spostò prima a Roma e poi nel resto d’Italia, bloccando non solo i rifornimenti dei supermercati ma anche teatri, raccolta rifiuti, industrie, porti: praticamente l’intero paese. Perfino la Fiat, tanto che, quando, a fine marzo, lo sciopero delle bisarche terminò, la casa automobilistica ritenne necessarie ulteriori stop produttivi per smaltire il gran numero di automobili parcheggiate all’interno degli stabilimenti.

da repubblica.it

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