Gardaland per ricchi

gardalandPaghi e salti la coda, proteste a Gardaland «I ricchi ci superano»
Tessera preferenziale al parco divertimenti veronese. La direzione: in Europa c’è già

Gardaland, polemiche per le tessere salta-code

VERONA — Se paghi ti diverti, ma se sborsi qualcosa in più ti eviti pure qualche grattacapo. Tutto ha un prezzo, anche nel paese della fantasia, al la faccia di chi non se lo può permettere. «È il marketing, ra gazzi», scrolla le spalle Roberto Menoncin, che venerdì mattina ha caricato in auto moglie e bimbo di sei anni per trascorrere la giornata a Gardaland, a Castelnuovo.

Il più grande parco di divertimenti in Italia è il paradiso delle famiglie. Ma da qualche tempo molte di loro sono sul piede di guerra. E tutto per colpa della Gardaland Express, una tessera che consente di saltare le estenuanti file che si formano davanti alle attrazioni più famose. «Costa 10 euro oltre al prezzo del biglietto – spiegano all’entrata – e dà diritto ad accedere alle giostre attraverso percorsi riservati». Non a tutte, però. La tessera gialla permette di superare le code alle attrazioni più «adrenaliniche», come le montagne russe del Blue Tornado, o lo Space Vertigo, dove si prova l’emozione di precipitare da una torre alta 40 metri. L’Express verde spalanca invece le porte delle giostre per famiglie, come quella ispirata ai corsari, alla corsa lungo le ripide di Jungle Rapids.

Entrare a Gardaland a prezzo intero costa 35 euro. Quindi, se si vuole saltare alcune delle lunghe file (nei giorni da bollino rosso si superano le due ore d’attesa) bisogna sborsare altri 10 euro, che diventano 20 per chi proprio non vuol saperne di aspettare e quindi acquista entrambe le card. «Se l’avessi saputo avrei comprato la tessera – assicura Menoncin – così evitavo di perdere almeno mezzora per ogni attrazione. Una giornata a Gardaland con mia moglie e il nostro bambino ci costa circa 200 euro tra ingresso, parcheggio, pranzo, bibite e souvenir. Trenta euro di più non fanno la differenza».

Ma in tanti la pensano diversamente. «È antidemocratico» spiega Lucia Guidetti, arrivata da Verbania con marito e due figli. «Il biglietto d’entrata costa parecchio – afferma – e quindi vorrei capire per quale motivo dobbiamo sentirci clienti di serie B. Noi invecchiamo aspettando il nostro turno in fila e chi ha i soldi ci supera. È assurdo». Vittorio Iorno è un anestesista milanese arrivato nel parco con la nipotina. «Questa trovata – afferma – potevano risparmiarsela, soprattutto in un pe­riodo in cui le famiglie sono alle prese con la crisi economica. Tanto per cambiare, il ricco ruba il posto al poveraccio. È co me se facessi l’epidurale solo a chi mi paga di più, mentre le altre pazienti le lascio partorire con dolore. È discriminante, tutto questo». Ma per Simone Marchi e la sua fidanzata Paola Oggiano, che hanno acquistato entrambe le tessere, la questione è diversa: «Si tratta di un servizio utile e non ci sentiamo in colpa a superare la fila. Arriviamo dalla Sardegna e abbiamo a di­sposizione un’unica giornata per divertirci: vogliamo sfruttarla nel migliore dei modi. E se ci costa di più, pazienza». In molti non la prendono bene. La domenica, quando il sole picchia mettendo a dura prova i nervi, capita che i «tesserati » sfilino davanti alle maxi code tra piogge di fischi, cori e ap­plausi di scherno.

I gestori del parco diverti menti dicono che è solo questione di tempo e presto la Gardaland Express non verrà più vista come una discriminazione. «È un normale servizio a pagamento che offriamo ai clienti – spiega il direttore, Danilo Santi – peraltro soggetto a limitazioni: le tessere non possono superare il 6 per cento dei bi glietti venduti». Significa che, nelle giornate clou, ci sono al massimo 2mila visitatori che usufruiscono della card salta-file. «Gli stranieri non si scandalizzano – prosegue Santi – perché all’estero è diffusa: ad Alton Tower, un parco inglese, arriva a costare 75 sterline. E anche Mirabilandia ha introdotto un servizio simile». Nonostante siano arrivate e-mail di protesta, il direttore assicura che la Express non è in discussione. E a chi gli ricorda la crisi che mette in difficoltà molte famiglie, Santi assicura di non sottovalutare il problema. «Ci sono gli sconti comitiva – spiega – e abbiamo attivato delle promozioni, a cominciare da quella che permette di avere un biglietto omaggio ogni due acquistati. In pratica, dividendo le spese, quasi nessuno paga il prezzo intero».

Andrea Priante corrieredelveneto.it

2 comments

  1. Fede

    Penso che sia un’ottima iniziativa, gli spilorci che facciano pure la coda, io salto… e me ne vanto!

  2. Luca

    1) in autostrada con il telepass salti le file ai caselli….se prendi i biglietti per un concerto/partita/evento in genere via internet magari paghi di più ma non fai file…allo stadio se paghi di più hai posti migliori…in genere se paghi di più hai un servizio migliore, cosa c’è di strano!?!? 2) se si spendono 35€ x entrare non penso che 10€ in più siano un enormità…ci si porta un panino da casa e si sono già risparmiati i soldi x l’express!!!