General Motors richiamo di quasi un milione e mezzo di vetture in Cina sostituta la pompa del carburante

gmlogoLe nuove norme consentono a Pechino di imporre sanzioni e azioni d’urgenza a tutela dei consumatori. Ma secondo gli analisti non ci saranno ripercussioni sulla casa di Detroit, visto che il brand è solido e che le spese di sostituzione saranno a carico dei fornitori

GM, richiamo da record in Cina: 1,46 mln di auto devono essere riparate La Buick Excelle si presenta ai visitatori del salone dell’auto di Pechino dell’aprile 2009

MILANO – Le case automobilistiche di Europa e Stati Uniti vogliono conquistarlo perché – come in molti altri settori – è il mercato più promettente per gli sviluppi futuri. Ma incorrono anche in scivoloni che si aggravano con il progredire delle normative di sicurezza, che testimoniano come debba essere via via innalzata la qualità dei prodotti per imporsi. Stiamo parlando del mercato cinese e della disavventura di General Motors, il colosso di Detroit che opera a Pechino attraverso una joint venture e che dovrà richiamare 1,46 milioni di vetture per sostituire la pompa del carburante. Si tratta, per intendersi, dello stesso numero di auto immatricolate in Italia nell’intero 2012.

Shanghai General Motors, la società che la casa americana condivide con Saic Motor Corp, secondo quanto scrive Bloomberg  citando il sito della China’s General Administration of Quality Supervision, sta
richiamando 1,220 milioni di Buick Excelle e 243.297 Chevrolet Sail; i costi di sostituzione del pezzo – che potrebbe deteriorarsi con l’uso fino a causare fuoriuscite di benzina – sono stimati da circa 900 yuan (150 dollari) a 1.000 yuan.

La Cina, spiega l’agenzia d’informazione Usa, sta intensificando gli sforzi a tutela dei consumatori proprio mentre i produttori, dalla stessa GM ai tedeschi di Volkswagen, cercano di espandere le vendite nel più grande mercato automobilistico del mondo. La nuova normativa, entrata in vigore quest’anno, consente al governo di ordinare indagini e sanzionare gli importatori, imponendo inoltre il tempestivo richiamo dei veicoli che venissero trovati non in regola. “Anche se è un richiamo di dimensioni enormi, non avrà molto impatto sulla casa automobilistica dato che i produttori di componenti di solito pagano la maggior parte delle spese se risultano difettosi i pezzi da loro forniti”, spiega a Bloomberg Han Weiqi, analista di CSC International Holdings di Shanghai. “GM è riuscita a imporre un’ottima immagine per il suo brand in Cina ed è improbabile che questo richiamo mini il suo appeal sugli acquirenti, soprattutto in considerazione del fatto che non si sono registrati incidenti con vittime” in seguito al difetto di produzione.

In effetti non paino registrarsi riflessi negativi sul titolo SAIC Motor. Sta di fatto che, conteggiando quelli effettuati fino alla vigilia di Natale, sono stati 3,76 milioni i veicoli richiamati in Cina, un dato che proietta il 2013 verso un risultato record.

da repubblica.it

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