Gheddafi da buca

gheddafi-fotoAlla Camera tutti in attesa, ma il colonnello non si fa vedere
Alle 16 alla Camera è già tutto pronto per l’evento: ad attendere il leader libico Muammar Gheddafi, previsto in arrivo per le 16.30, sono schierati fuori e dentro il palazzo commessi in alta uniforme e il servizio di sicurezza rafforzato italo-libico.
Il cerimoniale e i servizi internazionali di Montecitorio avevano predisposto da oltre una settimana il protocollo previsto per i capi di Stato e già dal primo pomeriggio erano pronti in delegazione ad accogliere il colonnello. Così come lo stuolo di giornalisti accreditati per l’evento e le telecamere piazzate per l’occasione dentro e fuori le sale.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini attende nel suo studio al primo piano dove si prepara ad accogliere l’ospite per poi spostarsi con lui prima nella sala Aldo Moro, allestita con le bandiere dei due paesi per la «foto opportunity», e poi accompagnarlo nella Sala del Cavaliere per il previsto colloquio bilaterale.

Nella Sala della Lupa, nel frattempo, vengono fatti accomodare i 180 invitati al convegno, che dovevano
seguire l’incontro, organizzato sui rapporti Italia-Libia dalle fondazioni Italianieuropei e Medidea, presiedute da Massimo D’Alema e Beppe Pisanu. Dopo un’ora di ritardo sui tempi previsti dal cerimoniale, mentre cominciano a formarsi capannelli di giornalisti che si interpellano sui motivi del ritardo, Fini, come si è appreso successivamente, decide di annullare l’incontro bilaterale. Poi verso le 18.35, dopo essersi consultato con D’Alema e Pisanu ed aver appreso che il leader libico non aveva altri impegni in agenda, il presidente della Camera annulla anche il convegno, in presenza di un episodio che assumeva i contorni dell’incidente diplomatico.

Una decisione imposta «dal rispetto dovuto all’istituzione parlamentare» – è stato il ragionamento di Fini – in mancanza di giustificazioni ufficiali per il ritardo del leader libico (arrivate solo più tardi, quando l’ambasciata ha attribuito la colpa del ritado alla preghiera del venerdì). Nei contatti intercorsi tra lo staff della presidenza della Camera e i rappresentanti del leader libico Fini, D’Alema e Pisanu vengono invitati a spostarsi da Gheddafi nella sua tenda a Villa Pamphili. Invito che Fini declina, mentre D’Alema e Pisanu vanno.

La decisione di annullare l’incontro viene così annunciata dallo stesso Fini alla platea dei partecipanti al convegno. Le parole del presidente di Montecitorio vengono accolte da un caloroso applauso.

dal messaggero.it

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