Giacomo Poretti il porcellum e chi consulta la Consulta ?

giacomo porettiNel Paese del Porcellum
chi consulta la Consulta?
Speriamo che chiarisca se a Natale il pandoro è costituzionale

Mio figlio ha sette anni, ed è da quando è al mondo che ha sentito dire che la legge elettorale cosiddetta Porcellum fa ridere, proprio come le puzzette (per la cronaca, verso i tre anni appena sentiva la parola «Porcellum» pronunciata dai grandi o al telegiornale si metteva a ridere, se la ripeteva con ilare divertimento all’infinito come le cosiddette parole proibite, puzzetta o cacca).
Curiosa questa legge che appena è nata ha visto il suo relatore, l’allora ministro Calderoli, prenderne le distanze al punto che la definì una porcata, appunto un Porcellum (e giù risate anche di Calderoli). Strano no?

È come se il Manzoni dopo aver scritto i Promessi sposi fosse andato dal suo editore e gli avesse detto: «Uè, che vacada che gu scritt!». Che, tradotto dal milanese dell’epoca pressappoco sarebbe «Che romanzo insoddisfacente che ho partorito! Vuoi pubblicarlo lo stesso?». O come Picasso, che dopo aver terminato il suo capolavoro «Guernica» avesse esclamato: «Esto quadro es una mierda, lo regalo al Museo Reina Sofia».
O per fare un esempio più alla portata del ex ministro Calderoli, è come se Lionel Messi dopo il quarto pallone d’oro facesse outing e pubblicamente ammettesse: «Quando tocco la palla sono più inguardabile di Gattuso, da domani mi dedicherò alla produzione di birre artigianali».

Per fortuna nostra né Manzoni, né Picasso, né tantomeno Messi, a differenza di Calderoli, hanno cambiato lavoro. Ma il problema è che quella gran puzzetta del Porcellum la stiamo usando da otto anni, e tutti, fin dal primo giorno, ovviamente a dire che bisognerebbe aprire le finestre perché l’aria di questa legge è maleodorante.
Adesso è arrivata una sentenza della Consulta la quale dice che non solo fa ridere, quella legge, ma è pure anticostituzionale.

E qui sorgono spontanee alcune domande: da dove salta fuori questa Consulta? Se ha così le idee chiare la Consulta, perché non è intervenuta prima anziché farci votare per quattro volte e poi accorgersi che era una stupidata?
E, appunto, se si chiama Consulta, perché nessuno ha pensato di consultarla il giorno dopo che il ministro Calderoli ha detto di aver fatto una porcata? I partiti e i movimenti contro il Porcellum non potevano consultare la Consulta per sapere, dopo previo consulto, se i consultati erano favorevoli all’abolizione della legge puzzetta?
E come si fa a diventare un consultato (un membro della Consulta)? È meglio fare il liceo artistico o l’istituto tecnico per geometri?
E dov’è l’ufficio per depositare le domande alla Consulta, che orari fa? C’è una segretaria o un call center? Che tipo di domande si possono rivolgere alla Consulta? Si può chiedere se è ancora lecito portare la cravatta o se per caso è incostituzionale?
Si può consultare la Consulta per stabilire se al cenone di Natale è costituzionale mangiare il panettone o il pandoro?
Ma alla fine mi sta venendo un dubbio ancora più urticante: e se la decisione della Consulta fosse invalidata dal Tar della Basilicata? Voi dite che tecnicamente è impossibile? Mai dire mai. Del resto, l’Italia è il paese dei Tir, dei Tar e delle Consulte.

Giacomo Poretti da lastampa.it

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