Gianfranco Lanci si dimette da amministratore delegato di Acer ritardo nei tablet

Acer, se ne va il CEO italiano
Lascia Gianfranco Lanci per le divergenze strategiche con il consiglio d’amministrazione. Al centro delle discussioni l’opportunità di scommettere su mobile e tablet
Roma – Acer guarda al futuro con qualche dubbio in più di ieri: divergenze tra il consiglio d’amministrazione e il CEO sulle strategie da intraprendere hanno portato alla partenza di quest’ultimo.

Gianfranco Lanci, amministratore delegato di Acer dal 2008, ha rassegnato le proprie dimissioni con effetto immediato, lasciando ad interim il proprio incarico all’attuale presidente J.T. Wang. Lanci era giunto ad Acer nel 1997 da Texas Instrument e inizialmente era stato il vertice di Acer Italia.

La novità non è affatto piaciuta alle borse, soprattutto perché è giunta poco dopo le previsioni a ribasso per l’ultima trimestrale: il tutto è costato alle azioni di Acer meno 17 punti percentuali.

A dividere consiglio ed ex-CEO praticamente qualsiasi punto della strategia futura: piani di estensione, progetti di sviluppo, rapporto con i clienti, posizionamento del marchio. Dibattiti e trattative in cui i due fronti si sono impegnati in questi mesi non hanno permesso di superare l’impasse. In particolare il Consiglio è orientato a considerare i PC il core business di Acer, con il mercato dei dispositivi mobile come un settore dove investire con cautela pur puntando a diventarne un’azienda leader. Lanci, invece, era il principale sostenitore della tesi secondo cui l’azienda avrebbe dovuto puntare forte sulla linea di prodotti mobile e in particolare sui tablet.

Acer ha già esordito nel mercato dei pad con Iconia Tab.

Claudio Tamburrino da Punto-informatico.it

Dimissioni (per colpa dei tablet)
Gianfranco Lanci era l’italiano a capo del secondo produttore di computer del mondo, la taiwanese Acer. Era, perché ha rassegnato le dimissioni. Lo ha fatto dopo che il titolo dell’azienda ha perso nei giorni scorsi il 18% del suo valore a seguito della presentazione al mercato delle stime (riviste) degli obiettivi.

Il caso di Acer è interessante. Negli anni scorsi il produttore taiwanese aveva conquistato il mercato grazie a un ottimo rapporto qualità prezzo (soprattutto sul fronte dei notebook) e a politiche commerciali aggressive. Ora il mercato sta cambiando. E i notebook sono insidiati da altri dispositivi (tablet e smartphone) su cui Acer non ha mai avuto una grande visione (e buoni prodotti). Ricordo che qualche anno fa ero stato a una loro convention e mi avevano colpito tre cose: le idee chiare dello stesso Lanci (davvero un uomo pragmatico), la cattiva qualità e fattura di tutti i prodotti non computer e la presentazione di Lanci (oltre 50 slide scritte fitte che avrebbero ucciso anche un affezionato del Consorzio Nettuno).

Ora il secondo nodo viene al pettine. L’arrivo dei tablet e l’esplosione degli smartphone fanno sì che il rapporto dell’utente con questi device non passi solamente per il software ma anche per un hardware di qualità che garantisca (prima di tutto) un’interfaccia gradevole.

Acer, a questo appuntamento, non si è fatta trovare prontissima. Come non si sono fatti trovare prontissimi quei produttori di cellulari colti di sorpresa dal successo di Apple e Android. Avranno la capacità di rialzare la testa?

di Federico Ferrazza da Debugging Wired

I commenti sono chiusi.