Gianni Mura Italia con Inghilterra grande partita

NIENTE TRUCCHI CON I CRUCCHI
Gianni Mura per “la Repubblica”

Grande partita, Italia avanti ai rigori. Poteva chiudere prima, le si può rimproverare solo di averci messo tanto tempo ma non è il caso. Bravo Buffon che ha parato un rigore, bravo Diamanti che ha realizzato quello decisivo.

Lui e Nocerino hanno lasciato il segno, ma bravo anche Balotelli a segnare il primo. E pazienza se proprio per la sua imprecisione sotto rete gli azzurri hanno dovuto sgobbare nei supplementari, bruciando energie fisiche e nervose. In semifinale incontreranno la Germania che ha due giorni di riposo in più, e vista la prova di ieri si può ancora sperare. Anche se la Germania è ben più forte dell’Inghilterra.

Anche se l’attacco atipico, su cui Prandelli ha scommesso, ossia Cassano-Balotelli, i gol (pochi) li segna coi due compari divisi. Padrona del gioco, l’Italia grazie ai lanci dei suoi centrocampisti ha spesso liberato un uomo in area: quasi sempre Balotelli. Troppo sprecone.

Il rischio, che prendeva forma col passare dei minuti, era di pagare salato quegli errori. Non è avvenuto perché ieri, finalmente, l’Italia non ha avuto un netto calo fisico nel secondo tempo, anzi ha avuto fiato anche nei supplementari. Come previsto, raggiunto l’obiettivo minimo qualcosa è scattato nella squadra, s’è sentita più libera, ha giocato come sa, ha fatto davvero una bella figura, anche sotto il profilo comportamentale.

Resta la lacuna rappresentata dalla difficoltà a far gol, ma le occasioni ci sono state. Con gli inglesi, una partita così l’Italia non l’aveva mai giocata. Fin dall’inizio, da quel palo colpito da De Rossi con un sinistro al volo da lontano: poteva incanalare la gara, così non è stato e l’Italia non si tira indietro. Si distrae un attimo e gli inglesi ricambiano (grande parata di Buffon su Johnson).

Tutto il resto è pressione degli azzurri, occasioni per gli azzurri, orgoglio e corsa degli azzurri, ma nessun gol. L’Inghilterra gioca a non giocare: si piazza davanti ad Hart e aspetta che diminuisca la buriana. Diminuisce, perché non si può giocare perennemente all’attacco, ma in tutto il secondo tempo la squadra di Hodgson ha una sola occasione con Young. Tiene bene la difesa davanti a Buffon, i due centrali non mollano l’osso ed è una buona notizia, l’assenza di Chiellini faceva vedere nero. In mezzo, dopo un inizio stentato Montolivo entra bene nei meccanismi del gioco, mentre Marchisio e De Rossi, che ammirano Gerrard, gli dimostrano che possono essere meglio di lui.

Si va avanti col risultato in equilibrio, solo quello, perché il gioco dice Italia. Il guaio è l’attacco, dove Cassano non ingrana e nemmeno fa magie (si ricorda un assist vanificato da Balotelli, a tre metri da Hart). Il fiato è quello che è, Prandelli tiene in campo Cassano più del necessario e due cambi per lieve infortunio (Nocerino e Maggio per De Rossi e Abate) gli tolgono la possibilità di inserire un attaccante fresco e scattante (Di Natale).

L’Inghilterra fa muro e le va bene anche nel primo supplementare: altro palo, Diamanti. Un gol di Nocerino annullato per fuorigioco (c’era) racconta di una continua pressione degli azzurri. Vogliono chiudere prima dei calci di rigore. Andranno bene, premieranno i migliori. Per la squallida Inghilterra “all’italiana” è già stato un mezzo miracolo arrivare ai rigori. Passano i più forti.

da dagospia.com