Giornata europea dell’obesità obesity day 2011

Giornata europea dell’obesità: in Italia 4.700.000 persone in sovrappeso
Bambini e teenager sempre più tondi e sedentari.
Chili di troppo causa di moltissime malattie.

A volte suonare la sirena d’allarme è d’obbligo, come di fronte agli ultimi dati resi noti in occasione della Giornata europea per la lotta all’obesità : anche in Italia il 24 per cento dei bambini di 8-9 anni è già vittima dei chili di troppo e il 12 per cento è addirittura obeso. E gli adulti? Uno su quattro ha problemi di eccesso di peso, ma la metà non solo lo ignora, pensa persino di essere in forma. C’è di peggio: nel nostro Paese si contano già quattro milioni e 700mila obesi che troppo spesso dichiarano «di star bene così», incuranti del fatto che i la sovrabbondanza di cellule adipose è ormai scientificamente stata collegata a malattie cardiovascolari e reumatiche, ictus e diabete. Negli ultimi anni, poi, è stata indicata da numerosi studi fra i possibili responsabili dei tumori di colon, rene, colecisti, vescica, prostata, utero e seno. E non finisce qui. Molti connazionali che pur perseverano nella cultura del «giusto peso» ammettono di farlo per ragioni puramente estetiche più che salutistiche. Ecco perché gli esperti, per la Giornata 2011, si concentrano su un altro diffuso problema e invocano uno «stop allo yo-yo», quell’oscillazione ciclica del peso, più diffusa fra le donne, che può comportare un aumento del rischio di ipertensione, dislipidemia (un brusco aumento dei grassi nel sangue), patologie della colecisti e può essere associata al disagio psichico e alla depressione.
BUONE ABITUDINI ADDIO, COPIAMO GLI STATES – Il recente aggiornamento del Sistema di sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) non lascia scampo: il 25 per cento degli italiani ha decisamente dei chili di troppo, eppure si crede in forma. A conti fatti, però, ben il 42 per cento della popolazione è in eccesso, il 32 per cento degli adulti risulta in sovrappeso (indice di massa corporea tra 25 e 30), mentre l’11 per cento è obeso (oltre 30). Percentuali ferme da ben tre anni, secondo gli esperti, che hanno confrontato i dati con quelli del 2007 rilevando purtroppo una sostanziale stabilità. L’eccesso di peso tende a crescere con l’età e a essere più frequente negli uomini, nelle persone con basso livello di istruzione e in quelle con maggiori problemi economici. Purtroppo ci stiamo avvicinando al pessimo esempio degli Stati Uniti. Stiamo poco in piedi e molto seduti e, oltre le normali ore di lavoro studio, scegliamo sempre più spesso attività con poco dispendio di energie (stare a computer, guardare la Tv, giocare con il palmare) piuttosto che fare una passeggiata, praticare uno sport, giocare all’aria aperta. «Se intorno agli anni Settanta solo il quattro per cento dei nostri bambini era parecchio sovrappeso, secondo le ultime stime del 2007, il dato ha subito una crescita esponenziale fino a raggiungere il 19 per cento – aggiunge Giovanna Cecchetto, presidente dell’Andid, l’Associazione nazionale dietisti -. Non meno preoccupante è il fatto che ben il 45 per cento della popolazione (contro il 30 per cento degli anni Novanta) non svolga attività fisica né pratichi sport».

TUTTI I RISCHI DEI CHILI DI TROPPO – Nonostante il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. I chili in eccesso sono collegati a morte prematura e ormai universalmente riconosciuti come fattori di rischio per le principali patologie croniche: malattie cardiovascolari, ictus, diabete, tumori, malattie della colecisti, osteoartriti. Senza considerare che il soprappeso spesso è associato a molti altri problemi di salute (ipertensione, ipercolesterolemia, apnea notturna e problemi respiratori, asma, aumento del rischio chirurgico, complicanze in gravidanza, irsutismo e irregolarità mestruali) e che un numero crescente di ricerche scientifiche dimostra un legame tra obesità e gravi disturbi dell’umore, fino alla depressione.

BAMBINI E TEENAGER, SEMPRE PIU’  «TONDI» – Gran parte delle preoccupazioni degli specialisti riguardano tra bambini e adolescenti, sempre più spesso in sovrappeso anche in Italia e così esposti, fin dall’età infantile, a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico. E, peggio del peggio, chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto. Aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto) e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia. Secondo una recente ricerca (condotta dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano che ha analizzato peso, altezza e stile di vita di 2.530 bambini e adolescenti italiani di età compresa tra 7 e 16 anni) ci sono problemi almeno per un ragazzino su tre: il 32 per cento è in sovrappeso e il 36,2 per cento ha uno stile di vita sedentario. L’accumulo di grasso a livello addominale, poi, è presente in particolar modo nei ragazzini del Sud rispetto a quelli del Nord (57,7 contro 42,3 per cento) e nelle femmine più che nei maschi (51,6 contro 48,4).

RAGAZZI, LA BICI E’ MEGLIO DEI VIDEOGIOCHI – «Sapevamo purtroppo che la popolazione italiana, compresi i bambini, tende all’obesità – commenta Michela Barichella, responsabile medico della Struttura di dietetica e nutrizione clinica degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano – ma quello che più stupisce è il dato sulla sedentarietà dei ragazzi obesi, ovvero quelli che avrebbero più bisogno di muoversi. La ricerca, inoltre, evidenzia che in media non viene rispettato, soprattutto dai bambini più piccoli e da quelli che hanno una circonferenza vita più ampia, il consiglio di consumare almeno tre frutti al giorno».  Serve, è ovvio, una maggiore attenzione dei genitori, responsabili dell’organizzazione delle attività e della giornata alimentare dei loro figli, con un occhio di riguardo per colazione e merenda. E serve, molto semplicemente, che giovani e meno giovani si muovano di più. «Per migliorare o risolvere il problema chili di troppo è importante affiancare all’alimentazione corretta una buona pratica motoria – avverte Claudio Maffeis, docente di Pediatria all’Università di Verona -. Il grasso accumulato nell’addome, infatti, può ridursi e anche di molto se si fa movimento o si pratica sport regolarmente».

OCCHIO ALLO SBADIGLIO E NON SPERATE NEL MIRACOLO – È lo sbadiglio fuori orario il campanello d’allarme del consumato «peccato di gola» e della pigrizia. Nei paesi Occidentali, senza distinzione di età e sesso, la popolazione cede sempre più spesso alla tentazione di una alimentazione ad alta densità calorica (grassi, specie animali, zuccheri a rapido assorbimento) e di abitudini sedentarie e, inevitabilmente, ingrassa. «Un’alimentazione concentrata e ricca di calorie, costituita da hamburger, pasti veloci, panini, prodotti preconfezionati, e uno stile di vita poco incline al movimento – spiega Maurizio Fadda, dietista presso la Struttura di dietetica e nutrizione clinica dell’ospedale San Giovanni Battista di Torino – sono i fattori chiave nell’aumento eccessivo del peso che oggi si riscontra nei paesi sviluppati senza grosse differenze fra uomini e donne, anche se in Italia va rilevata una leggera prevalenza di obesità al Sud e fra la popolazione femminile». Ma se l’ago della bilancia schizza a valori eccessivi gli italiani sono sempre alla ricerca del «miracolo» che oggi purtroppo, grazie a internet, è più facile divulgare. Digitando “dieta” compaiono, spiegano gli esperti dell’Andid, oltre 76 milioni di voci che dietro a tinte esotiche e sapori internazionali, promettono ingannevolmente un girovita da vespa, la perdita di due chili in quattro giorni senza sforzo e privazioni alimentari, e con qualche piccolo peccato di gola concesso. Pochissimi i siti che parlano correttamente di dieta sana e equilibrata, ancor meno di educazione alimentare. La comunità di frequentatori delle trappole dietetiche della rete è vertiginosa: ogni 24 ore si registrano più di 4.000 nuove iscrizioni con risultati che superano facilmente i due miliardi di navigatori. Oggi soltanto il 30 per cento circa gli italiani si rivolge al dietista per iniziativa personale, dopo deludenti approcci salutistici fai da te e passaparola, deciso a seguire le corrette regole alimentari. Troppi, ancora, sperano in una soluzione magica che non passi per dieta equilibrata e ginnastica, i veri toccasana per la salute.

Vera Martinella da corriere.it

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