31 maggio 2011 Giornata Mondiale senza Tabacco

Italiani grandi fumatori

Quasi 12 milioni di italiani col vizio del fumo, con un allarmante aumento di mezzo milione in un anno.

Cifre da capogiro, e proprio per colpa del fumo – così come accade le prime volte che si prova l’ebrezza di fumare una sigaretta. Ma la faccenda è molto seria dato che fotografa una pericolosa tendenza, tutta italiana: il numero di fumatori, anziché diminuire, è aumentato.

Secondo un’indagine condotta dalla Doxa per conto dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano e l’Istituto Mario Negri di Milano, allo stato attuale, in Italia i fumatori sono il 22,7% della popolazione al sopra dei 15 anni. E, in un anno, circa mezzo milione di persone in più ha abbracciato il vizio che manda in fumo mente e corpo. In totale, sono circa 11,8 milioni le persone che fumano. Le differenze di genere sono modeste e quasi si equivalgono, con 6,5 milioni di maschi fumatori contro 5,3 milioni di femmine. L’età media che conta più adepti è quella compresa tra i 25 e i 44 anni con il 28,3% di fumatori. Il 26% ha tra i 45 e i 64 anni; infine il 18,8% ha tra i 15 e i 24 anni – una percentuale molto alta, se si tiene conto dell’età.

Il 31 maggio si celebrerà la Giornata Mondiale senza Tabacco e i dati acquisiti non fanno certo onore agli italiani. E l’età in cui si inizia a fumare è comunque sempre molto bassa. «Il 15.7% dei giovani inizia a fumare prima dei 15 anni: il 17.7% tra i maschi e il 13% tra le femmine. Il 61% inizia a fumare per l’influenza degli amici e dei compagni di scuola. Diventa prioritario continuare a rafforzare gli interventi nei confronti dei giovanissimi», dichiara Franca Fossati-Bellani, presidente della Sezione di Milano della LILT.

Silvio Garattini, il noto direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, aggiunge che «Nel nostro paese sono attribuibili al fumo di tabacco 80 mila decessi all’anno pari al 14,2% di tutte le morti. C’è una generazione di italiani, quella tra i 40 e 60 anni, che sono ad alto rischio di essere colpiti dalle malattie fumo correlate in quanto consumatori di tabacco da lungo tempo. Sono quindi necessarie misure di intervento: la più immediata potrebbe essere un forte aumento del prezzo del pacchetto di sigarette, come avviene negli Stati Uniti e in Inghilterra dove il prezzo varia dagli 8 ai 10 euro, anche se dall’indagine emerge che il 50.5% continuerebbe a fumare allo stesso modo se il prezzo minimo delle sigarette fosse di 5 euro.

Un altro provvedimento utile a ridurre il numero dei fumatori potrebbe essere l’estensione dei divieti: il 29.2% del campione si dice abbastanza favorevole al divieto nei parchi e giardini pubblici e il 32.7% negli stadi. Si dice molto favorevole all’estensione del divieto nelle aree aperte degli ospedali il 42.7% e nei cortile delle scuole il 46.4%». Questa volta, siete d’accordo con Garattini?

da LASTAMPA.IT

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