Demo videogioco “Gioventù ribelle” ritirato per troppe critiche

“Gioventù ribelle” ritirato dalla Rete: troppe critiche

Federico Cella

“A causa delle strumentalizzazioni subite, ritiriamo la demo alfa e pubblicheremo il prodotto una volta ultimato”. Una frase lapidaria, e un po’ sibillina, con cui la pagina del sito “Gioventù ribelle” dedicata al videogioco sviluppato da Assoknowledge su patrocinio del ministero della Gioventù avverte i navigatori che il titolo non è più scaricabile (almeno non dall’indirizzo ufficiale, da qui potete ancora downloadarlo).

Che cosa è successo? Per chi si fosse perso le puntate precedenti dopo che il titolo è stato reso disponibile il 17 marzo proprio come tributo per la festa dell’Unità d’Italia, la resa in digitale di alcune delle azioni risorgimentali è stata letteralmente sommersa di critiche da parte degli utenti inferociti per la scarsa qualità del prodotto.

Questa prima mappa – ambientata nella notte della breccia di Porta Pia – è stata sviluppata sul motore del rinomato videogioco Unreal. Forse per motivi di tempo (come si dedurrebbe dalla frase ora riportata sul sito), il risultato finale  ha però lasciato molto a desiderare, con suoni che richiamano il gioco originale (e dunque urla in inglese del tipo “first blood”), una grafica a dir poco approsimativa (a un certo punto il mondo finisce in uno sconfortante limbo nero) e un’interattività praticamente nulla (i “nemici” rimangono fermi). Al di là poi della scelta discutibile di utilizzare a fine didattico una tipologia di gioco in cui lo scopo basilare è sparare (con la conseguenza ultima di poter mettere nel mirino anche il Papa, vedi a fianco).

I videogiocatori italiani si sono ribellati all’idea che questo prodotto sia stato patrocinato da un soggetto istituzionale, gli sviluppatori nostrani poi hanno espresso la preoccupazione che una tale vetrina – dato che l’eco di Gioventù ribelle è arrivata anche all’estero – potesse ulteriormente deprimere un’industria che da noi stenta ancora a decollare (ma che nel mondo fattura più del cinema e della musica). Da qui probabilmente la scelta di ritirare il gioco a tempo indeterminato. Anche perché al coro degli insoddisfatti si era in qualche modo unito anche il ministero stesso, che a seguito della povertà del prodotto ha visto ridimensionata l’ottima intuizione di voler usare uno strumento adatto a portare storia e valori dell’Italia anche ai più giovani. Rimaniamo dunque in attesa, fiduciosi, del prodotto ultimato.

da VITADIGITALE.CORRIERE.IT

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