Giro d’Italia Igor Anton vince sullo Zoncolan davanti a Contador e Nibali

Lo Zoncolan è basco: vince Igor Anton!

Igor Anton, capitano dell’Euskaltel-Euskadi, vince la 14esima tappa con arrivo sul Monte Zoncolan, l’ascesa più dura d’Europa: è il primo straniero a compiere quest’impresa. Contador centra la seconda piazza e guadagna ancora su Nibali e Scarponi

Doveva essere la tappa regina del Giro, quella con l’ascesa e, soprattutto, la discesa del Crostis, terribile “antipasto” per lo Zoncolan, la salita più dura di tutta Europa. E invece la 14esima frazione della Corsa Rosa rischia di restare nella memoria non tanto per la strepitosa impresa di Igor Anton, ma per le diatribe politiche che l’hanno segnata dalla sera precedente, quando, d’improvviso, l’UCI ha ceduto alle proteste dei direttori sportivi e cancellato il Crostis, sostituendolo prima con il Tualis e ridisegnando poi per una seconda volta il percorso in corsa. L’ira di Angelo Zomegnan, che raccoglie quella di tutti i tifosi e dei volontari che avevano messo in sicurezza la difficile discesa posizionando reti e materassi a ogni tornante, esplode anche in diretta ai microfoni di Eurosport: “Annullare il Crostis – dice il direttore del Giro d’Italia – è una decisione che respingiamo, che umilia la tappa e tutti quei volontari che hanno lavorato per mettere in sicurezza una discesa che non presenta nessun pericolo. Tutto il resto fa parte di un teorema in cui tante pance molli hanno accettato questa decisione mostrando il fianco”.
Ma limitiamoci, almeno in questa sede, a parlare di sport: vince Igor Anton, al termine di una bellissima azione personale cominciata a 7km dal traguardo, ma si rafforza Alberto Contador, che rinuncia a impreziosire la sua strepitosa Corsa Rosa con il successo sulla salita più dura del continente ma che, allo stesso tempo, aumenta la forbice in classifica su Vincenzo Nibali, che resiste con lui fino agli ultimi metri, e Michele Scarponi, coraggiosissimo, ma sfortunato (incidente meccanico) e stremato nel finale. Grande balzo, invece, del basco, che scavalca Sivtsov, Kreuziger e Arroyo (tutti e tre al di sotto delle aspettative) e si piazza al terzo posto, fra Nibali e Scarponi, a un solo secondo di ritardo nella generale dallo Squalo dello Stretto.
La corsa comincia con ritmo molto sostenuto e attacchi sin dal km 0: la fuga vera si forma però dopo 30 km, e vi entrano Brambilla (Colnago-CSF Inox), Rabottini (Farnese-Neri) e Tanknik (Rabobank): i tre costruiscono un vantaggio superiore ai 10′ affrontando le prime salite di giornata (Monte Croce e Passo di Sant’Antonio, 3a categoria, poi il Passo della Mauria, 2a categoria) con lo stesso Brambilla che finisce, per qualche tempo, in vetta alla classifica virtuale per la maglia verde (sarà invece Contador a riprendersi il primato a fine tappa). Dopo il traguardo volante di Villa Santina, l’organizzazione modifica il percorso della frazione rimuovendo il Tualis, inserito all’ultimo per “rimpiazzare” il Crostis: la tappa si accorcia di una ventina di km e di un gpm di 2a categoria, e il gruppo, con la Liquigas in testa, comincia a forzare l’andatura. Il plotone si spezza nell’affrontare un dente durissimo che prelude allo Zoncolan, mentre il vantaggio dei fuggitivi scende vistosamente: Rabottini si stacca sulle prime rampe della grande montagna, e Brambilla prende in solitaria la testa della corsa, dove rimarrà, però, ancora per poco.
Lampre prima e Liquigas poi scremano sempre più il gruppo dei migliori: il primo a partire a Rodriguez (Katusha) a 8 km dal traguardo, ma la sparata di Purito si rivelerà piuttosto fumosa. L’attacco vero è quello di Anton, che si porta via anche Contador, Scarponi e Nibali. Ripreso Rodriguez, si forma un terzetto con Contador, Anton e Scarponi, mentre Nibali rimonta lentamente, salendo con il suo passo, senza forzare. A 6 km dall’arrivo ci riprova Anton, e questa è la volta buona: il capitano dell’Euskaltel-Euskadi prende una trentina di metri di vantaggio su Contador e Scarponi, poi raggiunti da un ottimo Nibali. Lo Squalo dello Stretto rilancia, Contador lo segue (assieme nella foto Ap/LaPresse a lato), e a farne le spese è proprio Scarponi, che non riesce a tenere il ritmo degli avversari: Anton allunga fra i 3 e i 2 km all’arrivo, quando la salita presenta pendenze più pedalabili, e arriva ad avere più di 30″ sui diretti inseguitori.
Ultimo chilometro, e Contador si rende conto che, se vuole scrivere il suo nome sullo Zoncolan, deve provarci ora: lo spagnolo si alza sui pedali e lascia lì Nibali, ma Anton ha costruito un vantaggio troppo importante anche per il leader della Saxo Bank, costretto a rinunciare al contrattacco. L’ultima trenata gli serve per conquistare qualche secondo in più con gli abbuoni e per mandare un altro messaggio a Nibali e agli altri uomini da podio: lo Squalo è ora 3’20”, Anton a 3’21” e Scarponi a 4’06”.

Daniele Fantini da Eurosport

I commenti sono chiusi.