Ospedale di Grosseto, sospesi 7 medici: foto mentre fumano e scherzano in terapia intensiva con pazienti in coma

Grosseto, foto e scherzi davanti malati in coma: sospesi 7 medici
Le foto postate su Facebook da uno dei medici

Medici e infermieri che in ospedale, davanti a inermi malati in coma, si divertono con scherzi e lazzi, fumano e poi si immortalano su foto-ricordo postate poi su Facebook. E’ accaduto nella sala rianimazione dell’ospedale Misericordia di Grosseto e le foto finite sul popolare social network hanno scatenato la segnalazione-denuncia di una cittadina grossetana al quotidiano locale Il Corriere del Maremma.

La Asl 9 di Grosseto è intervenuta a stretto giro sospendendo in via cautelativa i medici e gli infermieri coinvolti, che sarebbero secondo indiscrezioni almeno sette. Secondo i primi accertamenti i fatti risalgono a circa un anno e mezzo fa.

Le foto pubblicate parlano da sole: nel reparto si vedono malati intubati, attaccati alle macchine, incoscienti vittime di tanta stupidità, e in mezzo a loro medici, infermieri e paramedici, che fumano, scherzano, si arrotolano garze a mo’ di mummia. E poi per immortalare il tutto le foto, che uno dei medici ha postato su Fb.

“La Direzione dell’Asl 9 di Grosseto – comunica la Direzione aziendale della stessa Asl in un nota – esprime stupore e indignazione per quanto appare dalle immagini pubblicate oggi sul Corriere di Maremma. Il fatto è giudicato gravissimo e offensivo per i pazienti e per l’impegno che, in maniera professionale, il complesso degli operatori della Rianimazione e, in senso ancora più ampio, dell’intero ospedale Misericordia, prestano quotidianamente ai ricoverati e ai cittadini”.

E – “proprio a tutela del lavoro svolto dal Reparto di Rianimazione, che si distingue da anni per l’innovazione organizzativa ed, in particolare, per la piena accessibilità dei parenti al Reparto stesso, la Direzione Generale ha provveduto immediatamente ad attivare le procedure disciplinari, decidendo la sospensione cautelativa dal servizio degli operatori sanitari coinvolti”.

Dai primi accertamenti svolti, spiega la Asl, l’episodio è riconducibile a circa un anno e mezzo fa e quindi “sono da escludere coinvolgimenti diretti dei pazienti ricoverati, anche se i fatti rappresentati rivestono comunque caratteristiche di gravità inaudita”.

da NOTIZIE.VIRGILIO.IT


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