Homejoy l’app per trovare la colf Google investe 38 milioni di dollari e ci dice il vostro futuro è fare le pulizie…..

homejoyGoogle e l’app per trovare la colf
Homejoy permette di trovare in modo sicuro online chi può farci le pulizie domestiche. Big G ci ha investito 38 milioni di dollari

MILANO – La prossima frontiera di Google potrebbero essere le pulizie domestiche. Tramite la sua branca Ventures e insieme al cofondatore di PayPal Max Levchin e altri venture capitalist, il colosso delle ricerche online ha appena finanziato con 38 milioni di dollari Homejoy, startup che permette di trovare una colf nei dintorni di casa. Ideata dai fratelli Aron e Adora Cheung, è simile al servizio di auto a noleggio Uber in cui sempre Big G in agosto aveva versato 250 milioni di dollari. In pratica è un’applicazione che permette di trovare uomini e donne delle pulizie in un clic.

MEGLIO DEGLI ANNUNCI ONLINE – Come raccontano i fondatori Homejoy è il frutto di anni di fallimenti in cui hanno tentato di creare startup che però non avevano attrattive sugli utenti. Poi, era l’estate 2012, i fratelli Cheung erano stufi di avere il loro ufficio sempre sporco e hanno cercato online qualcuno che potesse pulirlo. Qui sono sorti i primi problemi: le ditte specializzate erano troppo costose per le loro tasche e Craiglist, il sito di annunci online più frequentato negli States, non sembrava affidabile. «Non sai a chi diavolo stai per mostrare casa tua o il tuo ufficio», commentano i due, così ecco l’illuminazione: un servizio che non esisteva ma poteva essere appetibile per gli internauti. Finalmente hanno un’idea vincente su cui lavorare e nel luglio 2012 i fratelli si offrono personalmente come lavoratori domestici. Dopo meno di un anno e mezzo hanno già arruolato più di mille lavoratori sparsi in 31 città americane e oggi ricevono questa pioggia di denaro.

SI PARTE DA 50 DOLLARI – Il servizio offerto dopo tutto è semplice e pratico. Il prezzo è di 20 dollari l’ora e può essere personalizzato online. Basta connettersi al sito dedicato o all’app per Android e iOS e scegliere gli ambienti da pulire, la metratura dell’appartamento e eventuali servizi aggiuntivi come la pulizia del frigo o del forno, lavaggio e asciugatura del bucato, detersione dei vetri delle finestre. Completata la richiesta si scelgono le ore necessarie: Homejoy propone una certa quantità di tempo in base alla superficie degli ambienti e alle esperienze passate ma possono essere aggiustate aumentandole o diminuendole. Ultima scelta i detergenti e gli strumenti necessari alla pulizia: se non si posseggono si possono comprare aggiungendo 5 dollari.

LA PROVA – Abbiamo fatto una prova e il conto per un appartamento sotto i 50 metri quadrati con un bagno e una camera da letto viene 50 dollari, aggiungendo tutti gli optional, compresa la pulizia delle pareti, si arriva a sette ore e mezzo di lavoro, ovvero 150 dollari. Scelto il servizio si passa alla prenotazione del giorno in base alla disponibilità dei collaboratori domestici nella nostra zona, si sceglie l’orario e si paga tramite carta di credito. Strano ma vero manca PayPal, uno dei maggiori finanziatori di Homejoy.

RECENSIONI DEGLI UTENTI – Il suo punto di forza è nell’offrire lavoratori fidati: se qualcosa non va si può sempre esprimere un parere negativo e come tanti altri servizi online come Tripadvisor o eBay si sfruttano gli utenti per creare credibilità. Anche se i prezzi sono nella media si ha la tranquillità di pagare online, senza passaggio di denaro contante e Homejoy offre anche un’assicurazione sia per il lavoratore che per eventuali danni causati.

SICURO PER I LAVORATORI – D’altra parte i collaboratori non vengono assunti dalla startup ma lavorano come freelance che vengono assoldati a seconda della loro disponibilità, sono coperti dall’assicurazione, hanno la possibilità di pubblicizzarsi e una certa tranquillità: non vanno a casa di perfetti sconosciuti e gli utenti hanno già pagato. Di quei 20 dollari l’ora poi loro ne intascano tra i 12 e 15, una quota in linea con i prezzi di mercato. Stando alle premesse Homejoy sembra capace di vincere in un mercato in cui i servizi online spuntano come funghi e intanto Google punta 38 milioni, poi si vedrà.

 
Alessio Lana da corriere.it

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