Ignazio Natoli assessore di Piraino muore folgorato mentre installa un condizionatore

Muore folgorato assessore di Piraino

Ignazio Natoli  è stato colpito da una scarica elettrica mentre stava installando un condizionatore d’aria al Villaggio Calanovella Mare di Piraino. Aveva 43 anni, lascia la moglie e due figli, di 22 e 18 anni.

E’ morto folgorato il neo assessore al comune di Piraino, Ignazio Natoli, 43 anni. La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di oggi, al Villaggio Calanovella Mare di Piraino, dove Natoli, titolare di un’ azienda di elettronica e posa di condizionatori, stava, secondo le prime notizie, installando un condizionatore d’aria. Per cause ancora in corso di accertamento, è stato investito da una scarica elettrica che lo ha fulminato. Soccorso dai suoi dipendenti, è stata inutile la corsa a bordo di un’ambulanza del 118 al vicino ospedale.

Sul posto i carabinieri della Stazione di Piraino, per gli accertamenti del caso, ed il sostituto procuratore di Patti, che ha già aperto un’inchiesta per stabilire le cause della tragedia. Natoli era stato eletto assessore da appena un mese, nella lista “Un’alba nuova”. Lascia la moglie e due figli, di 22 e 18 anni.

di Patrizia Vita da livesicilia.it

Un commento su “Ignazio Natoli assessore di Piraino muore folgorato mentre installa un condizionatore”

  1. Sono rimasto atterrito alla notizia che Ignazio fosse morto. All’inizio mi ha preso lo sgomento come credo sia normale quando scompare all’improvviso un parente molto vicino ancor di più se lo scomparso è molto giovane e lo si è visto per l’ultima volta neanche qualche settimana fa proprio all’indomani della vittoria del suo schieramento politico e a ridosso della sua nomina ad assessore. Mentre cerco di farmi una ragione dell’accaduto, continuo a chiedermi incessantemente perché un uomo muore mentre lavora, cioè perché muore mentre si prodiga con tutta la sua intelligenza e la sua volontà a svolgere un’attività che rappresenta di per sé la celebrazione quotidiana della vita stessa: “si lavora per vivere”, si dice, e per dare vita agli altri. Lavoro e vita mi suonano più che mai come una contraddizione in termini, un ossimoro beffardo. Ma questa forse è una questione troppo filosofica o troppo politica se volete. Adesso mi preme accennare al mio ricordo di Ignazio come persona.
    Per tante contingenze non abbiamo avuto modo di frequentarci spesso, ma questo non ci ha mai impedito di riconoscere quel legame reciproco (legame di sangue, qualcuno lo chiamerebbe) che si rinnova, e si rigenera ogni giorno anche se le distanze e le circostanze ci impediscono di essere vicini fisicamente. L’ultima volta che sono andato a salutarlo durante una delle mie rare visite ai parenti ci siamo soffermati insieme alla moglie Lara sui programmi possibili e sulle iniziative plausibili che avrebbero potuto favorire lo sviluppo economico e turistico di Piraino: Ignazio amava molto la sua terra e non dubito che sia stata proprio questa passione oltre che un senso civico non comune a spingerlo ad entrare nella politica attiva o di “palazzo”, come si dice oggi. Di sicuro avrebbe potuto produrre ancora tanto di utile in questo campo così difficile e tortuoso per certi versi. Qualche anno fa un po’ scherzando gli dissi “tu sei quello che aggiusta le cose”. Credo che la definizione gli abbia fatto piacere perché sorridendo aggiunse che tutto sommato era vero perché “sapeva sempre dove mettere le mani”. Dotato di una intelligenza pratica non comune e di una passione e un talento innato oserei dire per la tecnica e i meccanismi in genere: non c’era dispositivo meccanico, impianto idraulico o congegno elettrico che non riuscisse a far funzionare.
    Una dote straordinaria, quindi, affinata in anni di formazione e di pratica nel settore che lo hanno portato alla fine a mettere su un’azienda di grande spessore professionale e umano, si potrebbe dire perché i suoi collaboratori sono sempre stati soprattutto amici prima ancora che colleghi. In pochi anni è riuscito a mettere su una realtà economica di grande rilevanza e non solo per la zona di più stretta appartenenza anagrafica, per così dire. Sono convinto che avrebbe potuto “mettere mano” persino ad una centrale nucleare in avaria se solo lo avesse voluto sicuro che avrebbe riparato qualsiasi guasto evitando così tutto il peggio immaginabile. Il suo interesse per i motori e la sua abilità nella guida delle auto (che lo ha portato a cimentarsi anche nelle corse con un buon successo) credo che fossero presenti fin da piccolo: ricordo ancora quando cercava di insegnarmi pazientemente a guidare una specie di trattore giocattolo che conservava a San Biagio insieme a tutti i suoi giochi. Nonostante fosse più piccolo di me (e nonostante la nostra tenera età)era già un provetto pilota: in effetti devo ancora capire come riuscisse a “sgommare” con tanta perizia con un aggeggio di plastica e per di più a pedali. Se è vero che hai avuto una vita breve Ignazio, è anche più vero che la tua è stata una vita intensa, vigorosa, e soprattutto incisiva, cioè significativa per tutte le persone che per qualche motivo sono venute in contatto con te. Credo che il tuo passaggio su questo pianeta abbia lasciato e lascerà un segno. Per quanto ne so non si può chiedere di più all’esistenza. Un saluto “all’uomo che sapeva aggiustare le cose”.
    Il cugino Alessandro

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