Il Business del Gossip in Usa vale 3 Miliardi di dollari

GOSSIP CHE BUSINESS! – DA ADAMO ED EVA IN POI, IL PETTEGOLEZZO HA L’ORO IN BOCCA – MA CON IL WEB LE TESTATE SCANDALISTICHE SONO MOLTIPLICATE E CON LORO ANCHE L’INGORDIGIA DELLE “FONTI” – “PER UNA FOTO DI MICHAEL JACKSON CADAVERE, SONO ARRIVATI A OFFRIRCI 2 MILIONI DI DOLLARI” DICE L’UFFICIO DEL MEDICO LEGALE DI LOS ANGELES – NESSUNO LO AMMETTE MA IL GIRO D’AFFARI (IN NERO) VALE FINO A 3 MLD $…

Angelo Aquaro per “la Repubblica”

Altro che Schwarzy, Jacko e gli altri ragazzi del gossip. Se oggi l´industria del pettegolezzo è arrivata a fatturare negli Usa più di tre miliardi di dollari all´anno in fondo è tutta colpa del vecchio partito comunista. Ricordatevene ogni volta che sbirciate Paris Hilton & C. Ricordatevi di Howard Rushmore, il critico comunista che fu cacciato dal partito per aver scritto nel 1939 che Via col vento era un capolavoro.

Neppure il New York Times ricorda adesso il suo “sacrificio” nella mega-inchiesta sul gossip con cui il serissimo quotidiano ha aperto ieri a sorpresa il giornale: relegando di spalla le rivolte nel mondo arabo e la carneficina in Siria. Eppure se non ci fosse stato Rushmore oggi non saremmo qui a parlare di David Perel, il caporedattore di Radar Online, il sito di pettegolezzi lanciato con il rivale Tmz in una guerra per l´ultimo scandalo a colpi di centinaia di migliaia di dollari.

Radar Online è l´emanazione web del National Enquirer, il settimanale di pettegolezzi che denunciando l´infedeltà matrimoniale del pretendente alla Casa Bianca John Edwards l´anno scorso ha sfiorato nientedimeno che il prestigiosissimo Pulitzer. E l´Enquirer è l´erede diretto di quel Confidential fondato da Rushmore che negli anni ´50 mise a nudo gli scandali di Hollywood: con quel fanatismo che solo gli ex di qualsiasi parrocchia sanno metterci in ogni nuovo corso.

Mezzo secolo dopo, ovviamente, la scena è cambiata: ma non il delitto. Chi informa i gossippari? Chi ha dato a Radar e Star il nome della mamma del figlio segreto di Arnold Schwarzenegger? Com´è finita su Tmz la foto di Rihanna picchiata da Chris Brown?

Mezzo secolo fa era la seducente e sedicente contessa Francesca De Scaffa – la biondissima amante d´origine italiana di Orson Welles e dello Shah di Persia – a confessare che sarebbe potuta andare a letto con chiunque pur di portare una notizia a Confidential: ma già allora dietro giravano certi soldini – e c´era soprattutto la mano dell´Fbi del potentissimo Hedgar Hoover – di cui il solito Rushmore era una gola profonda.

A parte i casi clamorosi come Paris Hilton (che telefona ai paparazzi per farsi beccare) o Lindsay Lohan (“amministrata” dal padre che rivende le esclusive ai migliori offerenti) oggi sono sempre gli insospettabili a finire tra i soliti sospetti. Huping Zhou del centro medico dell´Università della California è accusato di aver avuto accesso per ben 300 volte ai file segretissimi dei vip ricoverati.

Un impiegato è stato sospeso dall´ufficio della polizia di Los Angeles per la foto di Rihanna. Ma le inchieste sono ancora aperte e incastrarli è difficile: anche perché i soldi girano cash e in nero. «Dovrebbero mettersi a lavorare con la Cia» scherza il giudice Keith Schwar. E si riferisce ai reporter e ai loro informatori su cui senza speranza indaga la Superiour Court di Los Angeles.

Pochi i casi di chi esce allo scoperto. Come Dawn Holland. L´impiegata del Betty Ford Center, la celebre clinica di riabilitazione, ha confessato di essere stata pagata 10 mila dollari da Tmz per raccontare di quella volta che Lindsay Lohan si era rifiutata di sottoporsi a un test, scagliandole addosso il telefonino. Ma occhio: la confessione dell´impiegata è avvenuta non alla polizia ma al sito rivale di Tmz. Cioè quel Radar online che deve averla ripagata profumatamente.

Ovviamente pagare per una notizia è una vergogna che qualunque cronista in ogni parte del mondo vi smentirà. E Perel di Radar Online non è un´eccezione: «Usiamo solo le vecchie tecniche del buon giornalismo». Ma a parte il giro di soldi in nero c´è pure chi trova la scappatoia alla luce del sole.

Perfino la tv Abc consente il pagamento non certo di interviste ma di “materiale audio e video” realizzato dai protagonisti. Così i filmini di Casey Anthony – accusato di un omicidio che qui ha fatto scalpore – sono stati ottenuti previo pagamento alla famiglia di 200 mila dollari.

La verità è che il proliferare di siti e giornali e la moltiplicazioni di divi e meno divi – grazie ai reality show – scatena vere e proprie aste. «Per una foto di Michael Jackson in quest´edificio sono arrivati a offrirci 2 milioni di dollari» dice Ed Winter, il viceresponsabile del coroner, il medico legale di Los Angeles.

D´altronde i mezzi non mancano. Sapete chi si nasconde dietro al battagliero e scandalosissimo Tmz? Time Warner, il gigante che dal magazine Time alla Cnn passando per la Warner Bros gestisce l´impero dei media Usa. Dall´alto del quale può adesso sdegnosamente guardare alle sterminate ma redditizie paludi del gossip.

da Dagospia.com

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