Il Pil dl Veneto cresce dell’ 1,6 % nel 2010

VENETO: UNIONCAMERE, NEL 2010 PIL +1,6%

In un 2010 che ha visto il Pil mondiale crescere del +5%, quello dell’Eurozona del +1,7% e quello italiano del +1,3%, il Pil del Veneto ha chiuso il 2010 con un aumento del +1,6%, lasciandosi alle spalle la fase piu’ acuta della crisi (-5,9% nel 2009, il piu’ marcato nell’ultimo decennio). Il tasso di variazione e’ in linea con quello della Lombardia (+1,7%) e lievemente migliore a quello del Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna (entrambe +1,2%) e Toscana (+1%). Il quadro dell’economia veneta e’ stato illustrato stamattina durante la presentazione della 12esima edizione dell’Anteprima alla relazione sulla situazione economica, nella quale si delinea l’andamento dell’economia veneta nel 2010 e le previsioni per il 2011. Presenti Giuseppe Fedalto, presidente Unioncamere del Veneto, Gian Angelo Bellati, direttore Unioncamere del Veneto, Francesca Michielin, funzionario della DG per le politiche regionali Ue per l’Italia della Commissione Ue, Fabrizio Pezzani, professore ordinario di programmazione e Controllo nelle Pubbliche Amministrazioni presso l’Universita’ Bocconi di Milano, responsabile scientifico NETCAP, e Mario Volpe, professore associato di Politica Economica presso l’Universita’ Ca’ Foscari.

Alla crescita del Pil si e’ associato un analogo andamento per la domanda interna (+1,2%): quasi stagnante la dinamica dei consumi privati (+0,7%) e pubblici (-0,2%), marcato recupero degli investimenti fissi lordi (+4%, era -13,9% nel 2009). Determinante il ruolo delle esportazioni: dopo il -21,5% del 2009, l’export e’ stata la componente piu’ dinamica col +16,3%, per un valore di 45,6 miliardi di euro (6,4 piu’ del 2009), anche se ancora inferiore ai livelli 2008 e 2007 (50 miliardi). Nel 2010 il commercio estero veneto ha costituito il 13,5% dell’export nazionale. La Germania si e’ confermata il maggior partner commerciale (13,7%), seguita dalla Francia (10,7%). Accentuata la crescita della Cina: 1,4 miliardi, pari al 3%. Piu’ marcata la dinamica importazioni (37,9 miliardi, +23,7%). Tuttavia la ripresa non e’ stata sufficiente a sostenere un recupero significativo della struttura produttiva e della domanda di lavoro: il numero di imprese attive e’ rimasto stazionario (-0,2%), mentre l’occupazione ha registrato un saldo negativo per quasi 15mila unita’ (-46mila nel 2009).

Flessione frenata dall’impiego della Cig: quasi 125 milioni di ore autorizzate.

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