Il racconto degli imputati sulle baby prostitute di Roma i clienti la cocaina i video ricatti le orge e gli scambi di coppia

Polizia_CarabinieriBABY PROSTITUTE| SESSO DI GRUPPO NEL RACCONTO DI DUE INDAGATI
«Siamo io, la mia compagna e l’amica» Quelle orge con le escort ragazzine
«Devi lasciarci subito casa, stiamo venendo io ed E. con due». S’indaga su minorenni di altre città.

ROMA – Non bastasse la casa a luci rosse ai Parioli e il via vai di decine di clienti, non bastassero la cocaina e i video per i ricatti, nello scandalo delle baby-prostitute romane saltano fuori anche le orge e gli scambi di coppia. È uno dei sentieri percorsi dall’inchiesta, che potrebbe presto portare ad altre minorenni, altre case e città.

A dare le carte sono Nunzio Pizzicalla e Mirko Ieni. Quest’ultimo ha raccontato nel suo interrogatorio di essere a sua volta un «prostituto». Una strategia difensiva che trova conferme nelle indagini, ma che non alleggerisce la sua posizione. Quasi sempre, infatti, accompagnava una delle due minorenni o una delle due maggiorenni (non indagate) che si vendevano a clienti amanti del sesso di gruppo.

Con una di queste, «Rubi», Ieni si accorda per il tipo di annuncio da mettere on line dove la donna figura come «Romana bisex 27»: «Ho messo sesso di coppia con gold, cioè io guardo e quello mi si scoppia… una delle due dovrebbe essere la compagna mia e l’altra l’amichetta».

Ai giochetti partecipa anche una delle due ragazze. La collega più anziana avverte Ieni: «Devi lasciarci subito casa – il riferimento è al seminterrato in via dei Parioli, ndr ), stiamo venendo io e E. con due».

In una altra conversazione Rubi chiede a Ieni il permesso di andare a casa sua con due persone. In cambio gli darà 40 euro. Un’altra volta ancora è Ieni a chiamare l’altra «collega» maggiorenne, Sonia, per un appuntamento a tre: «Al volo, al volo, devi uscì, dobbiamo annà sulla Tiburtina… 100 tutto compreso, 50 te 50 io, questo già lo conosco, gagliardo… è forte, c’ha i sordi. Dai al volo, cotta e magnata». La donna è a spasso col cane, dice di essere indisposta, poi si convince.

Pizzicalla è invece protagonista di una serrata trattativa telefonica con tale Paolo, al quale presenta una delle minorenni come la sua ragazza. Deve andare fuori Roma per tre clienti in una volta sola: «Mi devi far parlare, io sono stato molto chiaro… hai capito benissimo che è la mia ragazza perché te ne hanno parlato… se vi volete divertire le cifre sono quelle, mille a persona e le spese di viaggio, poi sta a te… perché già cominci a farmi duemila e cinque più questo compreso (un quarto che si aggiungerebbe «solo» per un rapporto orale, ndr )… non ci siamo proprio… o è una gang con tre persone o con quattro, non è che tre più uno che si accontenta».
Pa.: «Io ho detto a loro che lei fa tutto, bacia anche?
Pi.: «Sì»
Inequivocabili anche alcuni sms «al plurale» tra la maggiore delle due baby e alcuni clienti. Sono tutti del 19 luglio, un venerdì.
Alle 12.39 la ragazza si presenta sotto falso nome: «Ciao sono Vanessa, ci volevamo incontrare».
Il cliente Marco richiama ma non ha risposta.
Alle 15.24 «Vanessa» digita: «Siamo qui dove sei».
Cliente Augusto, alle 12.57: «Io ho una Smart, tutte e due rischiamo di non fare niente».
La ragazza, un minuto dopo: «Veniamo noi da te».
Si accordano per le 18 e propongono 400 euro.
Due ore dopo, le 15.17, viene contattato Antonello:
Lei: «Allora?»
A.:«No senza… è troppo, dovete abbassare di molto…».
L’appuntamento salta, Vanessa non fa un piega:
«Ok grazie non c’è problema».

Fulvio Fiano da corrriere.it

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