Il Ristorante Giannino covo del Milan dato in pegno alle banche

ristorante giannino milanoIL LOCALE DI VIA VITTOR PISANI FREQUENTATO DA BERLUSCONI, GALLIANI E BALOTELLI
Il ristorante Giannino in mano alle banche
Il proprietario del locale, «covo» di calciatori e veline, ha dovuto dare in pegno a una banca il 100% della società

Tre anni fa Lorenzo Tonetti firmava 82 cambiali per rilevare dall’egiziano Joseph Ghapios uno dei più famosi e storici ristoranti di Milano, creato nel 1899 dal toscano Giannino Bindi, frequentato da personaggi come Primo Carnera, Italo Balbo, Ava Gardner, Gregory Peck. Stella Michelin nel 1998 con lo chef Davide Oldani, oggi il Ristorante Giannino è noto soprattutto per essere il covo dei milanisti, rifugio culinario di Adriano Galliani. Tra l’altro, fino a quattro anni fa Kakha Kaladze, ex difensore del Milan, aveva una partecipazione del 15%.

Giannino è sempre sulla breccia del gossip ma gli affari ancora non sono decollati. Al punto che Tonetti, 38 anni, ha dovuto dare in pegno a una banca il 100% della società proprietaria del locale che una volta era in via Amatore Sciesa e ora è in via Vittor Pisani, a metà strada tra la stazione Centrale e piazza della Repubblica. In attesa che il conto economico del ristorante ingrani, l’imprenditore ha diversificato. Da Giannino si va solo a mangiare, ma al Byblos si va soprattutto per ballare. E Tonetti ha una quota importante (24%) della gettonatissima «location » (come il sito web definisce la discoteca), gestita insieme a un gruppo di soci e amici tra cui Vito Cardinale, uno dei titolari dell’Hollywood.

A Courmayeur la stessa cerchia di amici-investitori ha aperto Shatush, un ristorante-discoteca. Tra modelle e calciatori, Tonetti è una «macchina» da pubbliche relazioni in continuo movimento. Se Mario Balotelli cena da Giannino o mette il naso dentro il Byblos, in pochi minuti la notizia fa il giro «giusto». Così anche se Galliani pranza con il presidente del Barcellona, o se in via Vittor Pisani compare Berlusconi; per non dire del Pocho (Ezequiel) Lavezzi, calciatore ex Napoli ora Paris Saint-Germain, amico personale di Tonetti.

Di Claudio Turati, però, nessuno ha mai sentito parlare. E si capisce: non è un calciatore o un tronista ma un bancario come tanti, forse nemmeno milanista e probabilmente senza cresta. Però il signor Turati è quello che si è messo al tavolo con Tonetti per firmare il contratto che dà il ristorante in garanzia al Credito Valtellinese. Un pegno a fronte di 650mila euro di finanziamento (mutuo chirografario) per «supportare – si legge nei documenti della pratica istruita un anno fa – le esigenze di liquidità nella gestione ordinaria» del locale. Del resto la crisi ha compresso il fatturato: 2,5 milioni nel 2012 contro 3,2 del 2011. E in quei due anni si sono accumulate perdite per mezzo milione. Non poco per un ristorante, nonostante il traino di Galliani & C. Tonetti aveva pagato 972mila euro (al netto dei debiti) all’egiziano Joseph Ghapios per acquistare il 61% del ristorante (già aveva il 39%); un sesto cash e il resto rateizzato con 82 cambiali.

Mario Gerevini da corriere.it

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