In memoria di Ernesto de Pascale

Una vita per la musica di qualità. L’eredità di Ernesto de Pascale
Rassegne tematiche e una fondazione: le sue idee per Firenze in cui è stato tra i protagonisti culturali. Domani al cinema Odeon «This is my story», un omaggio attraverso i documentari musicali da lui progettati e diretti

Già fissare due iniziative fiorentine per ricordare Ernesto de Pascale e la sua attività (foto Carlo Chiavacci)
.«THIS IS MY STORY» è il titolo dell’omaggio del giornalista e produttore indipendente Ernesto de Pascale che si terrà domani sera, lunedì 30 maggio, al cinema Odeon (piazza Strozzi, ore 21, ingresso libero) a cura di Odeon Firenze in collaborazione con Toscana Musiche e Il Popolo del Blues. Saranno proiettati quattro documentari (San Francisco Blues festival, Un weekend postmoderno, My name is Pasquale, Chet Baker e Firenze) ideati e diretti dallo stesso de Pascale. Ospiti Laura Mauric, Antonella de Pascale, Michele Manzotti, Bruno Casini, Paolo Donati e Emiliano Laszlo.

A poco più di tre mesi dalla sua scomparsa prematura, Firenze ricorderà Ernesto de Pascale con due iniziative distinte e complementari. Oltre all’appuntamento di domani infatti ci sarà un concerto commemorativo con tanti ospiti il prossimo 17 giugno i cui dettagli saranno resi noti tra alcuni giorni. Inoltre il Porretta Soul Festival e il Premio Ciampi di Livorno, rassegne con cui de Pascale collaborava da anni, gli hanno dedicato le prossime edizioni.

Saranno tutte occasioni per riflettere sull’eredità che de Pascale ha lasciato nella valorizzazione della musica di qualità, un lavoro che perseguiva con passione e rigore tanto da dedicargli la vita di ogni giorno. Un’attitudine innata che lui stesso (il quale aveva come motto preferito No guru, no method, no teacher) riconosceva come valorizzata da alcuni senior che aveva incontrato nel suo lavoro. Primo fra tutti Franco Godi, il noto Mr Jingle, con il quale aveva collaborato al lancio di Articolo 31 e altre formazioni dell’etichetta Best Sound. Poi Pierluigi Tabasso, funzionario Rai che ebbe la splendida idea di Rai Steronotte di cui de Pascale è stata una delle voci storiche e costanti negli anni. Infine Rinaldo Prandoni delle edizioni Universal, un professionista i cui consigli erano sempre puntuali e graditi.

Poi c’era l’esperienza di ogni giorno che lo ha portato a essere il John Peel italiano: parole di Chris Carr, manager di importanti musicisti inglesi che lo ha paragonato allo storico Dj della Bbc e grande divulgatore di musica. La sua attività lo portava in tutta Italia e all’estero, ma aveva scelto di tornare a Firenze (dopo esserne stato tra i protagonisti della scena musicale degli anni ’80) che considerava il centro ideale per lo sviluppo della formazione e conoscenza musicale nel senso più ampio. Proprio su queste pagine aveva salutato il concerto di Leonard Cohen il 1 settembre 2010 in Piazza Santa Croce come un’occasione importante perché Firenze entrava nel grande circuito internazionale con un evento di grande qualità. Sosteneva che l’epoca dei festival come contenitori (e collettori di soldi pubblici) era definitivamente tramontata e ideava rassegne tematiche come Facciamo canzone, Storytellers’ Tales o Piano Hour realizzata poi grazie al lavoro del Musicus Concentus. Aveva portato la grande interprete Judy Collins perché la stampa musicale italiana venisse a Firenze per intervistarla appositamente. Musicisti inglesi, a partire da Ashley Hutchings, erano venuti a incidere qui una produzione ideata da lui, My Land is Your Land.

Pensava poi ai giovani talenti legando il suo nome al Rock Contest di Controradio, risorto grazie all’apporto del Comune, dal quale in anni recenti sono usciti nuovi protagonisti della scena indipendente italiana. Per questo motivo aveva lanciato l’idea di una fondazione per le culture giovanili mettendo a disposizione la sua conoscenza e un patrimonio inestimabile di fonti musicali. Se Firenze realizzerà questo progetto potrà vantarsi di un ulteriore centro di eccellenza culturale. Valorizzando, purtroppo senza di lui, una storia affascinante come quella della musica di ispirazione popolare dal novecento a oggi.

Michele Manzotti da lanazione.it

 

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