Incidente a Preganziol sul Terraglio muore Amedeo Viviani 28 anni di Trieste in coma Roberto Schiavon 29 anni

Schianto all’alba sul Terraglio: muore
un giovane grafico, gravissimo l’amico

Amedeo Viviani, 28 anni triestino, ha perso la vita a Preganziol
sull’auto guidata dal 29enne Roberto Schiavon che è in coma

TREVISO – La tragedia sulla strada, l’ennesima, si è consumata ieri, poco prima delle 6, quando Amedeo Viviani, 28 anni, di Trieste località Gropada, ha perso la vita in un agghiacciante incidente accaduto sul Terraglio a Preganziol. Nello stesso schianto ha riportato ferite gravissime l’amico Roberto Schiavon, 29 anni, di Carbonera, che sta lottando per vivere nel reparto di rianimazione dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

Da quanto hanno potuto ricostruire gli agenti della Polstrada, accorsi alle 5.40 di ieri in via Terraglio, la Ford Fiesta, condotta da Schiavon, si è improvvisamente trasformata in un proiettile impazzito, sbattuto fuori strada a poche centinaia di metri dall’albergo Magnolia. L’auto, diretta verso Treviso, è finita fuori strada senza una frenata. Un indizio che, secondo gli inquirenti, potrebbe far pensare a un colpo di sonno o a un malore del conducente. La vettura è andata a centrare il ponticello d’ingresso di Villa Colombina, disintegrandosi.

«Abbiamo udito un botto terrificante – hanno spiegato alcuni residenti – e siamo accorsi. Tra le lamiere accartocciate abbiamo notato due corpi esanimi. Abbiamo subito lanciato l’allarme». Pochi minuti dopo in via Terraglio sono giunti il personale medico del Suem, i pompieri e la Polstrada. I medici si sono subito resi conto che per Amedeo Viviani non c’era più nulla da fare. Intanto i pompieri sono riusciti a liberare dal groviglio delle lamiere Roberto Schiavon, rimasto miracolosamente attaccato alla vita.

Dopo averne stabilizzato il quadro clinico il 29enne di Carbonera, laureato in lingue, è stato condotto in ospedale e sottoposto a Tac e cure intensive. Poi in trasferimento in terapia intensiva. Le sue condizioni sono disperate. In ospedale, per stargli vicino, sono accorsi papà, mamma, i 5 fratelli e le 2 sorelle.
di Roberto Ortolan da gazzettino.it

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