incidente airfrance ipotesi

air-franceUn sobbalzo nel vuoto: il segreto
del disastro nei «recorder» di terra
L’Airbus 330 sarebbe stato in balia di variazioni di quota incredibili e avrebbe subito una forte depressurizzazione

MILANO – Nelle «scatole nere» di terra custodite nella base operativa di Air France a Parigi potrebbe essere contenuto il segreto della tragedia o qualche elemento utile alla soluzione del mistero: stando ai dati registrati dall’Acars (il sistema che monitora i parametri inviati automaticamente dagli aerei in volo), l’Airbus 330 sarebbe stato in balia di variazioni di quota incredibili e avrebbe subito una forte depressurizzazione. Oltre ai segnali di avaria all’impianto elettrico, intorno alle 4.15 (ora italiana), il «cervello» del jet avrebbe trasmesso «dati anomali del variometro». Vale a dire: sbalzi di quota fortissimi registrati dall’indicatore della velocità verticale. Ma anche seri problemi all’impianto di pressurizzazione: il sistema che permette di mantenere dentro la cabina dell’aereo, anche a 35.000 piedi e più di quota, un’atmosfera accettabile.
In attesa di recuperare i resti dell’Airbus 330 e le sue scatole nere, questi dati sono al momento i più preziosi. Ma ancora non svelano il mistero. «Può essere successo di tutto a bordo di quel volo», spiega Arturo Radini, ex comandante ed esperto di investigazione aeronautica. «Di sicuro i due indicatori sono compatibili con il fatto che il volo è entrato in un’area di fortissima turbolenza». Primo: «Le variazioni anomale del variometro possono essere state causate da violente variazioni di correnti ascendenti e discendenti, tipiche di quest’area». Secondo: «I problemi di depressurizzazione possono essere stati causati da più fattori: l’avaria al sistema elettrico di cui ha parlato Air France potrebbe aver mandato in tilt anche quello di pressurizzazione; oppure la forte turbolenza potrebbe aver procurato un buco, un cedimento strutturale, la perdita di un portellone, è già successo». Oltre all’ingovernabilità dell’aereo.

Le immagini satellitari relative all’orario della scomparsa indicano che numerosi cumuli nembi torreggianti (le nubi temporalesche) si stavano sviluppando verticalmente fino ad almeno 51.000 piedi di quota ed erano nascosti in un’ampia stratificazione nuvolosa. «Ricostruendo il probabile percorso dell’aereo dall’ultima posizione comunicata in frequenza dall’equipaggio e sovrapponendolo con la situazione meteo, risulta che l’Airbus è stato per parecchio tempo all’interno di un vasto campo di cumuli nembi», afferma Flavio Sordi comandante ed esperto di sicurezza del volo. «Generalmente il sorvolo delle aree temporalesche, mantenendo un’adeguata separazione, non è pericoloso. Ma se si entra nell’area temporalesca attiva i fenomeni sono violentissimi». Chicchi di grandine grandi anche come un pugno, correnti verticali che viaggiano a oltre 200 chilometri l’ora. Ci sono poi le correnti a getto, all’estremità della troposfera, che corrono a più di 100 chilometri l’ora. E un fulmine: potrebbe aver causato un cedimento strutturale? «Assolutamente no — dice Radini —. Ma potrebbe essere una concausa». Anche perché quella della saetta, insieme all’attraversamento di un forte fronte temporalesco, è stata la prima ipotesi avanzata da Air France.

Uno scenario che, sottolineano gli esperti, potrebbe essere stato elaborato sulla base dei dati contenuti proprio nelle «scatole nere» di terra. «Il sistema Acars potrebbe aver registrato dati anomali del variometro e problemi di depressurizzazione, certo, ma questo non ci dice quale sia stata la causa che ha dato origine alla tragedia», afferma Jocelyn Smykowski, presidente del sindacato nazionale dei piloti di linea francesi (Snpl). «La turbolenza, l’avaria elettrica, tutto è possibile e la risposta ci può arrivare solo dalle scatole nere». I resti del volo sono stati avvistati anche a 60 chilometri di distanza. Un dato che per alcuni avvalora l’ipotesi dell’esplosione: «Tra le tante questa è la meno probabile — dice Smykowski — i resti possono essere stati trasportati dalle correnti marine». Un cedimento strutturale ad alta quota, poi, potrebbe aver causato la dispersione dei pezzi. «Qualunque si riveleranno le cause, un aereo non cade mai per una causa sola, i dati forniti dall’Acars sono in questo momento fondamentali. Anche perché potrebbero essere gli unici nel caso in cui le scatole nere non venissero recuperate», afferma Davide Romano, avvocato ed esperto di incidenti aerei. «Ecco perché devono essere subito acquisiti a tutti i livelli, anche dalle famiglie dei passeggeri che devono al più presto nominare un rappresentante legale che li rappresenti». Il rischio, aggiunge, «è che le inchieste si concludano sempre con il riconoscimento dell’errore umano e le concause tecniche rimangano occulte».

Alessandra Mangiarotti  corriere.it

11 comments

  1. Madalena

    E’ MAI POSSIBILE CHE L’ESSERE UMANO NON SIA IN GRADO DI PREVENIRE SITUAZIONI TEMPORALESCHE AVVERSE,(STANDOSENE A TERRA TRANQUILLO) PRIMA DI EFFETTUARE UN VOLO ATLANTICO? E’ INUTILE CONTINUARE A CREDERE DI ESSERE IN GRADO DI DOMINARE LA NATURA: SONO CERTA DEL FATTO CHE SE L’APPARECCHIO FOSSE DECOLLATO IN SITUAZIONI METEO MIGLIORI AVREBBE RAGGIUNTO LA DESTINAZIONE SENZA PROBLEMI.QUANDO C è BRUTTO TEMPO,NON SI PARTE . PUNTO. FINITO. UN CONTO è VOLARE SU TERRA FERMA ,DOVE UN GUASTO (CERTO NON PIACEVOLE) è COMUNQUE AFFRONTABILE , ED UN CONTO è ESSERE SULL’OCEANO ATLANTICO CON CORRENTI DI 200KM/H E CHICCHI DI GRANDINE GRANDI COME PUGNI IN MEZZO AI FULMINI ED ALLE SAETTE.SONO QUASI CERTA PURTROPPO CHE SE L AEREOMOBILE AVESSE VIAGGIATO IN CONDIZIONI METEO OTTIMALI ,SAREBBE ARRIVATO A DESTINAZIONE. CORDIALI SALUTI

  2. DIEGO

    SONO UN PILOTA NON PROFESSIONISTA E VOLO PER PIACERE, HO PIU’ DI 1500 ORE DI VOLO SU AEREI DI VARIO TIPO E
    AVENDO VIAGGIATO PER LUNGO E LARGO CON OGNI TIPO DI TEMPO ( COMPRESO UN VOLO AIR FRANCE PARTITO DA MIAMI 6 ORE DOPO L’URAGANO KATRINE, CREDO ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE OGNI RIFERIMENTO ACCENNATO FIN ORA, COMPRESO IL PROBLEMA AI TUBI DI PITOT E IL TEMPORALE. A MIO MODESTISSIMO GIUDIZIO, L’AEREO HA AVUTO UN CEDIMENTO STRUTTURALE DOVUTO A TRE CAUSE PRIMARIE.
    1 – ESPLOSIONE MECCANICA VOLONTARIA O BOMBA A BORDO O ERRORE MILITARE DURANTE ESERCITAZIONI IN ACQUE INTERNAZIONALI( VARI ESEMPI FINO AD OGGI)
    2 – COLLASSO STRUTTURA DOVUTO A UN PROBLEMA DI PROGETTAZIONE O DI SUPERFICIALE REVISIONE ( 747 AIR CHINA 2002 – 747 UNITED 1996 – AIRBUS 320 AMERICAN 2003 E ALCUNI ALTRI)
    3 – DEPRESSURIZZAZIONE ESPLOSIVA DOVUTA AD UN COLLASSO STRUTTURALE DI QUALCHE PORTELLO

  3. Giuseppe

    Credo che tutte le principali compagnie pur con un altissimo grado di affidabilià, stiano però affrontando con estrema superficialità i rischi delle avverse condizioni atmosferiche ed abbiano acquisito una tracotante confidenza col potenziale pericolo di tali situazioni.
    Purtroppo si contstata che talvolta sono gli stessi piloti che dovrebbero essere i tutori della sicurezza ad acquisire invece un senso di tracotante sicurezza quasi un delirio di onnipotenza nell’affrontare le condizioni metereologiche estreme.
    Basta sentire con quale boria parlano sia rappresentanti elle compagnie che piloti nell’affremare che le turbolenze sono un fatto assolutamente normale, che il fulmine non costituisce neppure un minimo problema etc etc.
    Ci vorrebbe un pò più di umiltà e soggezione di fronte alla natura ed alle situazioni metereologiche.
    Sono un viaggaitore con milioni di miglia accumulate , uno che ha passtao metà della propria vita seduto suo malgrado su un seggiolino di un aereo .
    Per quantomsia ben progettato , per quanto sia in grado di affronatre delle turbolenze , un aereo non è fatto per viaggiare in mezzo ai temporali o turbolenze estreme , il fatto che un aereo possa sopportare di essere colpito da un fulmine , non vuol dire che debba viaggiare in mezzo a violenti temporali.
    Questo vale sia per l’atraversamento di estreme condizioni atmosferiche sia per l’ostinazione ad atterrare in condizioni di forte perturbazione.
    Proprio pochi anni ga u8 volo Air France si schiantò all’aeroporto si Toronto per ostinarsi ad atterrare in mezzo a un temporale, per pura fortuna quell’incidente non causò vittime.
    Pochi mesi fa un aereo Lufthansa evitò per miracolo una tragedia per ostinarsi ad atterrare all’aeroporto di Amburgo in mezzo a fortissime raffiche di vento.
    Purtroppo non sempre va bene, e talvolta ci scappa la tragedia .

  4. Bruno

    This tragedy has shocked me very much.
    It’s again, the first was the unbelievable Twin Towers tragedy.
    I’ve travelled a lot and once in a while I still enjoy some flights, last ones to Usa and Canary Islands.
    I am a retired chemical engineer, so I dare to say that I still know a lot of things.
    It is surprising to me that no aircraft has a built-in device to make it possible to recover the “black boxes” independently from the depth of the water where they can be.
    And nearly everybody knows that 3/4 of the earth is…water!
    The truth is that nobody has interest to always truly know, reconstruct what happened.
    A self exploding airtight chamber with a floating life belt or an extendable cable with a final orange float with a radio transmitter would do!
    We had some years ago a tragedy in Italy, a small ATR 42 (here called Colibrì) crashed on the Alps from Milan to Zurich due to ice on the wings.
    The facts never came out …just to avoid any negative influence on the flying public….but all those involved with business and not only them …carefully avoided that type of aircraft.
    So the Bologna-Frankfurt flight, operated with that aircraft…..was empty for a certain period of time and everybody preferred to take a safer 737 flight from Venice.
    I was forced to have my “air baptism” on ATR 42 …just coming once to Usa, from JFK to Philadelphia.
    Good night flight but there were long problems before the take-off.
    I have enjoyed the safety and superiority of the jumbo (Boeing 747) many times, I have nothing against the Airbus industry but I think it’s time to change some flight regulations.
    We do not live in Middle Age and all possible “stupid proof” technical solutions or devices should be on an aircraft.
    I have a deep devotion for jet aircrafts, to me they are “holy”, I know that the jumbo was made to military specs and can cruise with only an engine too (an Alitalia pilot sitting by me from Rome to Hong Kong once told me….and I find it unconceivable not to flight in 100% safety….self pilot including.
    This is the first ocean cruise “over the pond” crash….I hope it will not happen any more.
    I made up my mind to write to you with the hope to help somebody and try and improve the flight safety, focusing the public opinion on…”still never told stories”.
    Too often, here, such a trial is ….thrown in the garbage can!

  5. cristina

    .. mi trovavo nel volo air france RIO – PARIGI del 31.05.09 per fortuna su quello partito 2h e 30min prima. posso solo dire che no credo che a provocare il disastro aereo sia stato il mal tempo,sono passata su queela rotta due ore prima che si possono essere tante,ma credo avremmo sentito qualche turbolenza invece il volo è stato tranquillissimo,al contrario dell’andata che si è ballato per le ultime 5h. CRISTINA

  6. Roberto

    Lascia veramente pensare la testimonianza di Cristina che volando sulla stessa rotta Rio-parigi non abbia sentito nessuna turbolenza 2 ore circa prima.

  7. ANONIMO

    BEH NON VUOL DIRE NIENTE SE 2 ORE PRIMA NON CERANO TURBOLENZE COME E’ BEN RISAPUTO DA CHI VOLA QUESTE PERTURBAZIONI SI SPOSTANO A VELOCITA’ IMPRESSIONANTI ANCHE OLTRE 200 KM ORA FORSE ANCHE 300 BASTA CHE GUARDI LE NUBI QUANDO C’E’ VENTO FORTE A CHE VELOCITA’ SI SPOSTANO ANCHE QUA’ DA NOI IN ITALIA NON E’ NECCESSARIO ANDARE PROPRIO SULL’OCEANO TE LO DICO IO

  8. ANONIMO

    NON BISOGNA SFIDARE LA NATURA PERCHE’ TI PUO’ ANDARE BENE MA TI PUO’ ANDARE ANCHE MALE QUINDI NON CREDO PROPRIO CHE SIA IL CASO DI RISKIARE SEMPLICEMENTE QUEL VOLO NON DOVEVA PARTIRE TUTTO QUI’

  9. ANONIMO

    SE LA PERTURBAZIONE VIAGGIAVA A 250 KM ORARI TANTO PER FARE UN ESEMPIO NEL MOMENTO CHE E’ PASSATA CRISTINA SI TROVAVA A 500 KM DI DISTANZA QUINDI HO I MIEI DUBBI CHE RIUSCISSE A VEDERLA E A SENTIRLA

  10. frank

    Purtroppo riesco non so come o perchè a prevedere disastri aerei ma non ho mai fatto cenno a nessuno per non farmi considerare un pazzo o peggio uno iellatore e di questo avevo previsto un disastro aereo ne ho parlato solamente con mia madre con la quale vivo che non vuole piu’ sentirmi quando accenno a qualcosa che possa prevedere di negativo,e qiundi io stesso quando ho una percezione dentro di me cerco di scacciarla.