Inno di Mameli al Pirellone, Lega ancora latente per “colazione”

Pirellone, leghisti ancora assenti mentre in aula si ascolta l’Inno
Per la seconda volta i consiglieri del Carroccio sono rimasti alla bouvette del palazzo. In aula solo il presdiente Boni e il Giangiacomo Longoni che è rimasto seduto a leggere il giornale

I consiglieri regionali lombardi della Lega nord hanno disertato, per la seconda volta, l’esecuzione dell’Inno di Mameli prima dell’avvio della seduta di oggi. I rappresentanti del carroccio, dal capogruppo Stefano Galli a Renzo Bossi al vicepresidente della giunta Andrea Gibelli, esattamente come due settimane fa hanno trascorso l’esecuzione dell’inno nazionale alla bouvette del Pirellone chiacchierando tra loro e bevendo il cappuccino. In aula due consiglieri: il presidente del consiglio Davide Boni, come la scorsa volta per il suo ruolo istituzionale, e Giangiacomo Longoni che è rimasto al suo posto ma seduto, leggendo con indifferenza il giornale mentre tutti gli altri consiglieri ascoltavano l’inno in piedi.

Il rito dell’inno all’inizio di ogni seduta del consiglio è stata decisa, per tutto il 2011, con una legge regionale per celebrare i 150 anni dell’unità d’italia. In aula questa mattina ad ascoltare le note di Mameli era presente anche il presidente della giunta, Roberto Formigoni.

E indirettamente sul tema dell’unità del Paese interviene anche il presidente della Camera Fini: “La proclamazione dell’indivisibilità dell’Italia comporta l’assoluto divieto di secessione di parte del territorio, ipotesi del tutto incompatibile con la Costituzione e fermamente respinta dalla comunità democratica degli italiani”. Fini ha parlato presentando a Montecitorio l’iniziativa “Unità d’Italia ed uguaglianza. Le Istituzioni dell’Unità in viaggio, a confronto con la classe dirigente del 2020”.

da AGI.IT

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