Inter Catania 0 a 0 foto thohir Zanetti

thohir zanettiInter-Catania 0-0. Thohir e Moratti depressi
Continua l’incubo dei nerazzurri: nel 2014, solo 2 punti in 4 gare. Per i siciliani, il primo punto in trasferta, dopo 10 sconfitte. I tifosi contestano l’Inter

Inter-Catania 0-0. Thohir e Moratti depressi
Inter-Catania 0-0. E la coppia Thohir-Moratti in tribuna esibisce smorfie di depressione, mentre i tifosi contestano. L’Inter non sa più segnare, e dunque vincere. Nel 2014, 4 gare, 2 pareggi e 2 sconfitte e un solo gol (Nagatomo). Per il Catania -ultimo in classifica- la gioia di aver colto il primo punto in trasferta di questo campionato, dopo 10 sconfitte. Che l’abbia fatto contro l’Inter è il segno della crisi. Nerazzurra.

LA PARTITA
Riecco Thohir in tribuna, al suo fianco Moratti. Lo sguardo un po’ allibito, di entrambi, dinanzi all’Inter e all’effetto che fanno i tifosi e i (pochi) striscioni ammessi: spargono quel senso di disagio che oggi appartiene al mondo nerazzurro, nell’attesa di una scintilla che possa riaccendere almeno un fuocherello. Di speranza.
L’Inter contro il Catania ha una sola meta: vincere. Il Catania contro l’Inter ha un solo obiettivo: non perdere. E lo sviluppo del primo tempo, col pallone fra i piedi -quasi sempre- degli interisti è la logica della partita. Anche se tutte la fatiche nerazzurre si traducono in un solo, vero tiro in porta: lo effettua Milito al 26′, è un rasoterra con discreto carico di pericolosità che Frison devia in angolo. E tanto lavoro per la miseria di una palla-gol è il certificato di crisi che Mazzarri i suoi si portano appresso da due mesi abbondanti, fatto salvo il derby del 22 dicembre.
L’Inter non sa più costruirsi gioco e fantasie d’attacco: si sono inariditi Alvarez e Jonathan, si è abbassata la luce-Palacio, in mezzo al campo Cambiasso e Kuzmanovic fanno cose scontatissime, Nagatomo a sinistra corre e corre, Milito là davanti mostra progressi e ruggini. Comunque, non si viene a capo di niente.
Il Catania sta molto a difendere per mezz’ora, poi cerca intromissioni nella difesa interista soprattutto con Izco, ma senza incidere. Bergessio è ben controllato e comunque la squadra di Maran vive molti stenti, non per caso occupa la coda della classifica e non può certo stare meglio dell’Inter, in quanto a salute e morale. Lo 0-0 del primo tempo è un premio che la consola. Mentre Thohir e Moratti la consolazione vanno a cercarla nell’intervallo: una sigaretta, un caffè, due parole da scambiarsi, gli sguardi preoccupati. Come dev’essere.
Kuzmanovic (botta a un piede, ammonito e stava anche giocando male) rimane negli spogliatoi, al suo posto Kovacic a inizio ripresa. Sarà la volta buona, per il giovanissimo? La sfida riparte, con una variante: il Catania trova tempo e modo di insidiare l’area di rigore interista, stante la scarsa propensione (dell’Inter) di creare pericoli. Così Bergessio e poi Rinaudo, nei primi dieci minuti, mettono i brividi ad Handanovic con due conclusioni a pochi centimetri dal gol.
L’Inter prova a riprendere il comando, seppure confuso, della partita. Cambiasso si infortuna dopo un’ora, entra Taider: la coppia centrale Taider-Kovacic è il nuovo dell’Inter che avanza, ma siamo sempre lì. A cercare un qualcosa che non funziona, un meccanismo inceppato, una squadra poco tranquilla che sbaglia, a volte, palloni pazzeschi; ed è prevedibile in ogni giocata che prova a costruire.
Succede che cosa, poi? Niente, un quasi deserto di occasioni. L’ingresso di Botta nel finale, fuori Juan Jesus, aggiunge soltanto un pizzico di caos nella manovra interista. E si chiude così, nel deprimente 0-0 dell’Inter che non sa più vincere. Nel 2014, 4 gare, due sconfitte esterne e due pareggi interni. Mentre il Catania dopo 10 trasferte e 10 sconfitte, raccoglie il primo punto fuori dal suo campo. Non ha dovuto fare nemmeno chissà quale titanico sforzo.

LE PAGELLE
Milito 6 – Un suo tiro, a metà del primo tempo, è l’occasione migliore dei nerazzurri. Cerca spazi di manovra, per sé e per gli altri, ma la confusione di gruppo lo sovrasta.
Palacio 5 – Il suo mese-no procede, a vele spiegate. Il gol nel derby è l’ultimo lampo di un campione che avrebbe bisogno, crediamo, di un turno di riposo.
Alvarez 5,5 – Litiga sovente col pallone, prova a reinventarsi giocate che fino a tre mesi fa gli riuscivano. Ora niente, tanta corsa e poca qualità.
Kuzmanovic 5 – Sbaglia partita, ma la sbaglia tutta l’Inter. Si fa ammonire, prende un pestone a un piede, e dopo un tempo saluta.
Kovacic 5,5 – Incompiuto era e tale rimane. Non è chiamato a salvare la squadra, ma non riesce a giocare tranquillo e pulito.
Jonathan 5,5 – Fra le tante cose che l’Inter ha perso in questi mesi, anche il brasiliano: pallida copia di quello che è stato in autunno.
Leto 6 – Un lottatore, per 70 minuti regge da solo il peso dell’attacco, seppure flebile, del Catania.
Legrottaglie 6,5 – Un po’ il leader della difesa, senza indugi i palloni aerei sono (quasi) tutti suoi. L’Inter, su quelle linee di volo, non ha scampo.

IL TABELLINO
INTER-CATANIA 0-0
INTER (3-4-1-2): Handanovic 6; Campagnaro 6, Rolando 6, Juan Jesus 6 (36′ st Botta sv); Jonathan 5,5, Kuzmanovic 5 (1′ st Kovacic 5,5), Cambiasso 6 (16′ st Taider 6), Nagatomo 6: Alvarez 5,5, Palacio 5; Milito 6. A disp: Castellazzil, Carrizo, Zanetti, Andreolli, Ranocchia, Samuel, Icardi. All. Mazzarri 5,5.
CATANIA (3-5-2): Frison 6,5; Peruzzi 6 (28′ st Almiron 6), Legrottaglie 6,5, Rolin 6,5; Bellusci 5,5 (22′ st Gyomber 6), Izco 6, Lodi 6, Rinaudo 6, Biraghi 6; Leto  6 (25′ st Castro 5,5), Bergessio 5,5. A disp: Andujar, Ficara, Plasil, Lopez, Guarente, Boateng, Capuano, Keko. All: Maran 6
Arbitro: De Marco
Ammoniti: Kuzmanovic (I), Rinaudo, Legrottaglie (C)
Espulsi: nessuno

ROBERTO OMINI da sportmediaset.com

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