Intervista a Roberto D’agostino su papi

roberto-dagostino-sfuggenteAddio Quirinale. Più che portare ad elezioni anticipate – «non converrebbe nemmeno al centro sinistra» – i festini a palazzo Grazioli e villa Certosa rischiano di far sfumare il viaggio del premier – «Papi l’aprostata» – verso il Colle, verso la poltrona di presidente della Repubblica. Ne è convinto Roberto D’Agostino, voce graffiante di Dagospia, il sito che grazie a quella che D’Agostino ribattezza «sputtanopoli» ha raggiunto i 770 mila contatti (pagine aperte) in un giorno solo. E dietro «i bassifondi di Bari», che solleticano i pruriti degli italiani c’è un intrigo di potere che va ben aldilà dei confini italiani.

D’Agostino si aspettava che da Noemi saremmo arrivati all’inchiesta di Bari?
Non mi stupisce perché se uno ha dieci fanciulle può tacitarle con un posto in tv e qualche carica istituzionale, ma se le ragazze diventano molto più numerose difficilmente può accontentarle tutte. Significa un po’ andarsela a cercare. Soprattutto se prendi in casa chiunque, senza alcun controllo.

Berlusconi ha osato troppo?
Ha fatto il Brambilla invece che l’Andreotti, ha creato fronti di guerra dappertutto: da Obama alla Merkel, non dimentichiamoci che ha detto che Sarkozy è stato il suo avvocato, come fosse stato un suo dipendente. Ogni azione deve attendersi una reazione.

Dietro lo scandalo c’è più della denuncia di una ragazza?
Mi pare chiaro. Questo scandalo sarebbe potuto scoppiare già un anno fa. E invece i poteri forti aspettano, tengono tutto nel cassetto fino al momento giusto. Berlusconi si è messo contro i poteri forti che lo vedono come un rivale d’affari. Il mercato pubblicitario crolla e lui perde meno degli altri. Si è messo contro Rupert Murdoch che è uno che ha fatto cadere un governo in Australia e che ha creato grossi problemi a Tony Blair quando il premier inglese si oppose all’operazione Sky.

Ci saranno pesanti ripercussioni politiche nel Paese?
Il vero scopo di questo operazione non credo sia la caduta del governo. L’opposizione stessa è cauta perché rischia di rimetterlo comunque in sella. Quello che Berlusconi perde è piuttosto la poltrona di presidente della Repubblica dopo Napolitano. Lui perde e vince Fini che fa l’uomo delle istituzioni: è più capo dello Stato lui di Napolitano.

Quindi niente elezioni anticipate?
Potrebbero anche accadere se Berlusconi vedesse che il suo consenso si erode in tempi brevi, ma non è detto che Napolitano lo assecondi. Potrebbe preferire un governo tecnico anche perché sa che il centro sinistra non è pronto a governare. D’altro lato abbiamo la Lega che ha conquistato il Nord e rischieremmo di avere le ronde padane in piazza. Se la politica è intelligente le conviene tenersi Berlusconi sotto schiaffo.

Gli italiani le sembrano scandalizzati per quel che sta accadendo?
Per niente, non siamo puritani ma cattolici…chi è senza peccato scagli la prima pietra, no. Quello che vediamo uscire dai bassifondi baresi è la superficie. Sotto ci sono gli affari, non si scappa. Dietro la campagna moralistica di Repubblica c’è De Benedetti che non può più comprare una centrale elettrica perché il governo gli ha bloccato tutto.

I figli di Berlusconi l’hanno difeso in una prima fase, crede che interverranno ancora?
Non credo. Possiamo dire che per una volta le colpe dei figli si ripercuotono sui padri. Se all’epoca Berlusconi avesse venduto Mediaset e la Mondadori, aziende oggi bollite, non avrebbe avuto conflitti di interesse e avrebbe evitato la reazione dei poteri forti.

Cosa ha colpito di più gli utenti di Dagospia di tutta questa storia?
C’è stato un grande dibattito sulla prostata sul fatto che anche se Berlusconi è stramiliardario il tumore alla prostata, diagnosticatogli nel ’96, gli ha tolto l’erezione che per un uomo è tutto. Come scrive Ida Magli il pene rappresenta il potere. Tutto ciò che esprime il potere è verticale. Il viagra ha portato una rivoluzione perché consente agli uomini di vivere appieno la sessualità fino a un’età avanzata. Chi però affronta l’intervento alla prostata non prova più questo e cerca altre forme.
Sembra che la crisi dell’Italia sia un problema di prostata…
Non solo dell’Italia. È da sempre così. Mitterrand ha preferito morire piuttosto che operarsi.
Qual è la battuta più bella che le hanno scritto i lettori di Dagospia?
Ce ne sono tante. Quella che mi è piaciuta di più è «Per fortuna che Berlusconi ha un problema alla prostata se no a palazzo Grazioli doveva aprire un asilo nido».

dal piccolo di Trieste via Dagospia

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