papi intervista ariosto

stefania-ariostoEvocata di sfuggita da Fabrizio Cicchito come antesignana degli scandali prurigino-politico-berlusconiani, Stefania Ariosto, la «teste omega» dell’inchiesta sulla corruzione dei magistrati romani, adesso se la ride. «Allora vuol dire che ero una testimone attendibile…».

Anche di lei comparvero foto sul veliero di Berlusconi, anche per lei si raccontò di feste natalizie e gioielli regalati dal Cavaliere. Finì tutto in un complicato processo per corruzione dal quale Berlusconi ne uscì per il rotto della cuffia. Rimasero le foto, i racconti di feste sontuose, le testimonianze (reticenti) dei gioiellieri. Col senno di poi, prodromi di quanto sarebbe accaduto nel futuro.

Ma lei, signora Ariosto, se lo sarebbe mai immaginato?
«In un certo senso, alcuni comportamenti di Berlusconi si sono semplicemente accentuati. Io all’epoca venni marchiata come pericolosa perché osai ribellarmi, raccontare ciò che sapevo. E soprattutto non aderivo ai loro comportamenti, a una certa arroganza che si sanava solo con il denaro. Anch’io ricevetti dei soldi ma tentai sempre di contraccambiare con Veronica».

In quell’epoca però Veronica Lario era ancora la signora Berlusconi, di escort a casa del premier non si sapeva nulla.
«Infatti quando lo frequentavo io non c’era questo clima da basso impero, l’atmosfera era comunque diversa. Era molto intima, famigliare, quasi idilliaca tra di loro, una bella coppia con dei figli splendidi. Non so se lui già facesse le corna a sua moglie».
Veronica che ruolo ha avuto secondo lei?
«Ha sopportato finché ha potuto. Ha ragione quando dice che suo marito è malato, malato di onnipotenza. Mi sono identificata molto in Veronica, gli attacchi che ha subito per essersi ribellata a un marito ormai incontrollabile, le foto di lei nuda, le volgarità scritte su alcuni giornali: è lo stesso trattamento che riservarono a me. Sono giochi che non fanno più ridere nessuno, come le sue barzellette».

Anche lei ricevette i bracciali e collanine prima dello scandalo?
«Sì, anch’io. Erano i regali tipici di Berlusconi, un comportamento in realtà di disprezzo verso le donne. Lui tende a comprare tutto».
Non sono gesti di galanteria, invece?
«No, sono forme visibili di potere. Berlusconi adora la visibilità altrimenti non si spiega come sia possibile che accada tutto questo. Ma come, l’uomo che controlla le forze dell’ordine, i servizi segreti, si fa mettere nel sacco da una prostituta che entra in casa sua e registra tutto? Aveva sicuramente la possibilità di farsi gli affari suoi in completa privacy ma lui non gode se non c’è una rappresentazione esterna di quello che fa. E si mette così a rischio di un ricatto».

Quando lo frequentava lei era diverso?
«Non era così. Questa accentuazione dell’esibizionismo sessuale credo sia dovuta alla senilità e all’intervento chirurgico che lo ha prostrato molto».
Chi è Berlusconi in privato?
«Un uomo generosissimo, questo è fuori discussione ma i suoi doni hanno più a che fare con un sottile esercizio del potere. Berlusconi non ama le donne, è un bugiardo».

La D’Addario e le sue amiche a Palazzo Grazioli o a villa Certosa: se lo aspettava?
«L’utilizzo di ragazze escort o d’immagine è un modo di fare molto milanese, se vogliamo: spesso per fare affari si portano queste belle ragazze che vengono però indottrinate: le si dice come devono vestirsi, comportarsi. Ecco, in questa storia in fondo Berlusconi lo assolvo.

La sua colpa è di essersi fidato di quel tipo, Tarantini, che portando le donne dal premier doveva assicurarsi che non registrassero e non ne parlassero in giro. Secondo me se ora Berlusconi si trova in questo scandalo la colpa è di questo tipo che forse si è voluto vendicare. Non credo c’entri chissà chi. In fondo questa è solo una storia triste e lui mi fa ormai un po’ pena».

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