suicida a 102 anni

millstoneÈ morto a 102 anni, gettandosi da un ponte, il miliardario che aveva costruito Saint Louis. Isadore Millstone non era malato: si è ucciso per solitudine. Dopo avere visto morire due mogli, tutti i suoi figli, quasi tutti i suoi amici, il ‘re del cemento’ del Missouri non ce l’ha fatta più ad aspettare: la morte lo aveva dimenticato. Così il miliardario, che fino a 90 anni era stato un provetto nuotatore, si è lanciato, in pieno giorno, dal ponte Daniel Boone nelle acque del maestoso fiume Missouri, lasciandosi portare via dalle acque. La sua impresa aveva costruito alcuni dei più celebri edifici di Saint Louis e del Missouri, compreso il leggendario Stadio Busch, banche, sinagoghe e la stessa autostrada Interstatale 40. Non è chiaro se avesse costruito anche il ponte da dove si è lanciato nel vuoto. Nonostante la sua enorme ricchezza Isadore Millstone aveva sempre vissuto in modo frugale: abitava in una modesta casetta ad un piano, la sua vettura era una vecchia Chevrolet Impala. Il miliardario era una persona generosa: negli anni ’30 aveva cominciato a sostenere il movimento dei diritti civili. In modo concreto: si era rifiutato di firmare i contratti dove i sindacati escludevano gli afro-americani. Negli anni successivi aveva creato, lui bianco ed ebreo, numerose scuole professionali per afro-americani -badando di nuovo al concreto (la sua caratteristica)- dove gli studenti imparavano a fare gli idraulici, i saldatori, i muratori. Millstone era famoso a Saint Louis, oltre che per gli edifici e le autostrade costruite, per le decine e decine di milioni di dollari donati in carità. Il miliardario godeva di ottima salute. Fino all’età di 90 anni aveva praticato attivamente il nuoto. Ma dieci anni fa aveva ricevuto un brutto colpo: la moglie Goldie, sua compagna per 68 anni, era morta. Anche i due figli del miliardario se n’erano andati: l’adorata Mary Ann a soli 44 anni, il figlio David, l’erede del suo impero, a 68 anni. Si era risposato. Ma anche la seconda moglie, Helen, era morta due anni fa, come gran parte dei suoi amici. «Mio nonno era un uomo che aveva subito molte perdite nella vita – ha spiegato il nipote Bob, che lavorava nell’ufficio accanto al miliardario – A questo punto era ormai stanco di vivere». Così, un sabato pomeriggio, il miliardario si è avviato sul ponte che forse aveva costruito e, giunto a metà, si è lanciato nel fiume beffando quel destino che non sembrava avere alcuna fretta con lui.

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