Istituto Commerciale Romagnosi arrestato professore di informatica Monster of the web che avrebbe fatto sesso con le ragazzine in cambio di buoni voti

Sesso con le studentesse in cambio del “sei”. In manette professore del Romagnosi

OPERAZIONE “MONSTER ON THE WEB” – “Monster of the web”, è già nel titolo che la polizia ha attribuito all’operazione tutto lo squallore della vicenda raccontata durante la conferenza stampa in questura a Piacenza questa mattina. Al centro del caso c’è un professore di informatica dell’Istituto Commerciale “Romagnosi”, che ha insegnato per lungo tempo anche al liceo Gioia”. L’uomo di 47 anni è stato candidato in una lista alle ultime elezioni comunali di Piacenza.

Proponeva un sei in pagella in cambio di rapporti sessuali: è l’infamante accusa con cui è finito in manette l’insegnante. La polizia di Piacenza ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare a suo carico perchè ritenuto responsabile di aver compiuto atti sessuali con minorenne. L’uomo è stato arrestato a Parma nei giorni scorsi nell’istituto superiore dove stava svolgendo il commissario esterno agli esami di maturità.

ADESCAVA LE RAGAZZE SU FACEBOOK – La Squadra Mobile di Piacenza, unitamente a personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, dopo una complessa e delicata indagine partita nel marzo scorso – si legge in un comunicato – ha accertato che l’insegnante proponeva tramite Facebook incontri di natura sessuale con alunne minorenni in cambio della sufficienza o voti migliori nella propria materia.

L’uomo metteva in atto una strategia accurata per incontrare le studentesse in luoghi e orari ben definiti al fine di non essere scoperto. In particolare, dall’ottobre 2011 aveva intrapreso una relazione con una sua alunna con la quale si sarebbe incontrato per consumare atti sessuali completi a bordo della sua autovettura in aperta campagna. L’insegnante – si legge nella nota della polizia di Piacenza – era ben noto a numerose studentesse che lamentavano la sua ostentata morbosità anche nel corso delle lezioni, manifestata attraverso carezze e baci, e battute a sfondo sessuale.

Gli investigatori hanno anche accertato che già nel periodo tra il dicembre 2010 e il gennaio 2011 l’insegnante aveva tentato un simile approccio con un’altra sua alunna minorenne; la proposta era stata rifiutata dalla studentessa che, sempre attraverso lo stesso social network, aveva subito minacce nel caso non avesse riferito alle sue compagne, con le quali si era confidata, di aver male interpretato le sue richieste.

Al fine di non essere identificato l’uomo cambiava spesso account su Facebook, facendolo cambiare anche all’alunna minorenne. La polizia ha operato diverse perquisizioni nell’abitazione del professore trovando numerosi hard disk e altri materiali come gli indumenti intimi

da piacenzasera.it

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