Kevin Chenais il giovane di 22 anni che non può tornare a casa dall’america in aereo perchè troppo grasso ma perchè all’andata la British Airways l’ha portato là e adesso non lo riporta indietro ?

Kevin ChenaisALL’ANDATA AVEVA VOLATO CON BRITISH AIRWAYS, CHE ORA CONSIDERA NON SICURO IL SUO IMBARCO
«Troppo grasso per un nostro aereo»: 22enne
con disfunzione ormonale bloccato in Usa
Kevin pesa 226 kg: dalla Francia a Chicago per curarsi. La compagnia: «Abbiamo esplorato tutte le possibilità»

Kevin Chenais, un 22enne francese che soffre di obesità, non ha potuto far ritorno a casa sua da Chicago, nonostante all’andata avesse viaggiato in aereo senza alcun problema. La causa: troppo grasso. La British Airways non gli ha permesso di imbarcarsi. Il giovane adesso proverà a far ritorno in Francia via nave.

BLOCCATI IN AEROPORTO – Nessuna chance di volare:Kevin pesa 226 chili e dal momento che la compagnia britannica non considera possibile farlo ritornare in patria a bordo di un suo aereo, il ragazzo si trova bloccato negli Stati Uniti con la sua famiglia. Il 22enne soffre di un disturbo ormonale. Un anno e mezzo fa era giunto dalla Francia proprio per sottoporsi a un trattamento medico per perdere peso, nella Mayo Clinic in Minnesota. Il giovane, prima del suo arrivo, pesava oltre 250 chili. Eppure, quando Kevin e la sua famiglia si sono recati all’aeroporto di Chicago si sono visti negare il volo di ritorno. Kevin – per la British – è infatti ancora troppo grasso per essere imbarcato.

LA FAMIGLIA: «INCOMPRENSIBILE» – «Diamo la colpa alla British Airways, perché ci ha semplicemente abbandonato, ma sono stati proprio loro a portarci qui. Se hanno potuto farlo volare in economy all’andata, ci sarà pure un modo per farlo tornare indietro e permettergli di proseguire nel suo trattamento medico», ha raccontato la madre Christina in una intervista ad una rete della Cbs. La famiglia si trova da una settimana in un albergo dell’aeroporto e da giorni sta tentando di risolvere il problema con la compagnia, senza successo. È intervenuto anche il consolato francese, ma ha rinunciato alla mediazione «perché la compagnia aerea pare non voler transigere sulle norme di sicurezza».

LA COMPAGNIA – «Noi cerchiamo sempre di accogliere tutti se è possibile e sicuro farlo – ha dichiarato al Daily Mail un portavoce della British Airways – Il nostro team di assistenza clienti ha lavorato diligentemente per trovare una soluzione e hanno esaurito tutte le opzioni.   Purtroppo non è possibile ospitare in sicurezza il cliente su nessuno dei nostri aerei e alla famiglia è stato offerto un rimborso completo. Il nostro team è stato in costante contatto con la famiglia per dare l’aiuto possibile e d esplorare altre opzioni per il viaggio. British Airways ha anche provveduto alla sistemazione in hotel».

TRAVERSATA VIA MARE – A questo punto l’unica soluzione sembra essere quella di prendere un treno per New York per poi imbarcarsi sul transatlantico Queen Mary 2. Kevin teme di non essere un caso isolato: «Sono sicuro che un sacco di persone che pesano come me, o anche di più, non possono mai viaggiare a causa di questo problema». Il 22enne, oltretutto, ha bisogno continuo di ossigeno e di assistenza medica e una lunga traversata dell’Atlantico non sembra la soluzione più idonea.

 
Elmar Burchia da corriere.it

I commenti sono chiusi.