La incredibile storia di Maria Lucia Eufrasia Vicario, 46 anni, ciellina e dirigente nel dipartimento di cardiologia dell’ospedale di Niguarda a Milano presunta nipote di Napolitano

bazoli_incidenteSono la nipote di Napolitano”: Giovanni Bazoli le presta un milione

Una storia incredibile, paradossale, che ha come protagonisti – o totalmente o quasi totalmente inconsapevoli -, tra gli altri, Giorgio Napolitano, il suo segretario Donato Marra, Roberto Formigoni e, soprattutto, il banchiere Giovanni Bazoli, numero uno di Intesa Sanpaolo. Una vicenda riportata da Il Fatto Quotidiano, che ricorda come Bazoli, al Financial Times, disse che “le relazioni personali sono i valori più importanti della nostra vita”. Capitalismo di relazione, insomma. Un concetto centrale in tutta questa vicenda.

“Condizioni favorevoli” – Infatti succede che la dottoressa Maria Lucia Eufrasia Vicario, 46 anni, ciellina e dirigente nel dipartimento di cardiologia dell’ospedale di Niguarda a Milano, prende carta e penna, spedisce tre lettere di raccomandazione firmate da Napolitano e Marra a Bazoli e, in buona sostanza, ottiene un prestito da un milione di euro da Intesa. Lettere false, quelle della Vicari, che infatti per questo motivo ora è indagata dalla procura di Milano e ha chiesto di patteggiare la pena. Di vero, in questa storia, c’è il milione di euro che, secondo i magistrati, la sedicente “nipote di Napolitano” avrebbe ottenuto “a condizioni favorevoli”.

Rete di menzogne – La Vicari era vicinissima al professore Mario Condorelli, morto nel marzo 2011, luminare della medicina, ex senatore Dc e amico fraterno di Napolitano. Così la Vicari inizia a tessere la sua tela scrivendo una lettera firmata da Condorelli, fingendo che l’avesse redatta poco prima di morire. “Caro Giorgio… Ti scrivo per segnalarti una donna di giudizio”, ovvero lei. La lettera viene annunciata al Quirinale da una telefonata della figlia di Condorelli (peccato che al telefono ci fosse sempre l’ingegnosa dottoressa, ma anche questo si scoprirà soltanto dopo). Quindi un altro paio di lettere indirizzate a Roberto Formigoni: una firmata da Napolitano e l’altra da Marra. La prima per “raccomandarla”, la seconda missiva addirittura per chiedere due biglietti per la Scala.

L’ora del mutuo – L’aggancio a Formigoni, prima che emerga la verità, riesce. In poco tempo stringono un legame, tanto che Formigoni sarà anche testimone di nozze della Vicari, l’8 ottobre 2011. Quindi, forte dei “precedenti” e della rete costruita sull’inganno, quando nel dicembre 2011 deve comprare due appartamenti a Milano, in zona Bicocca, la dottoressa Vicari invece di andare in banca punta più in alto: prende ancora carta e penna e scrive direttamente a Bazoli, accreditandosi, appunto, come la nipote del presidente della Repubblica. A Bazoli presenta due lettere, datate luglio e ottobre 2012, firmate da Marra e Napolitano. Il trucco riesce, e la Vicari si porta a casa un finanziamento da circa un milione di euro.

La denuncia – Bazoli, ascoltato dalla procura meneghina, ha ammesso di aver ricevuto la signora, per poi però indirizzarla a un funzionario che ha gestito le sue richieste secondo le consuetudini della banca: nessun trattamento di favore, spiega. Resta però quel milione di euro in tasca alla signora, che viene denunciata quando, a fine 2012, Formigoni incontra Marra e gli parla delle lettere ricevute. Il segretario di Napolitano cade dalle nuvole, e dunque denuncia. Ne segue l’indagine nei confronti della Vicari per sostituzione di persona e falso in scrittura privata. Per quel che riguarda il finanziamento, risulta però tutto regolare. Ora la Vicari patteggerà, verrà condannata ma si terrà i due appartamenti acquistati grazie a quel milione di euro.

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