La morte di Jennifer Vianello, 27 anni, mamma parrucchiera ed estetista malata di tumore da 9 anni

jennifer vianelloLa lettera di Jennifer alle amiche:
«Il tumore mi fa paura, ma ho voi»
C’era tutta Pellestrina a dare l’addio in chiesa alla 27enne
che è riuscita ad avere il figlio che desiderava prima di morire

«Quando ho scoperto la malattia, ho avuto paura, ma ho promesso di non piangere, perchè ho voi, il vostro affetto e le vostre preghiere. Pregate per me, perchè io credo».

Queste le parole di una Jennifer dicianovenne, lette durante il suo funerale, ed affidate ad una lettera indirizzata a quel tempo, alle compagne di scuola. Jennifer Vianello, 27 anni, parrucchiera ed estetista, si è spenta giovedì pomeriggio all’ospedale Civile di Venezia, dove era ricoverata da un paio di mesi, dilaniata da un tumore, con cui combatteva e conviveva da nove anni. Nove anni di lotte, battaglie, con brevi periodi di stasi, sino alla stoccata finale, arrivata quando si è accorta di aspettare un bambino. Il sogno di Jennifer era quello di avere un figlio, e non era assolutamente scontato che ciò fosse possibile da realizzare. Non ha avuto esitazioni Jennifer, ha scelto immediatamente, ed ora, il suo bambino ha 15 mesi, sta bene, ed è bello e fiero come la sua mamma. E c’era tutta l’isola ieri a dare l’ultimo saluto «alla stella più bella e luminosa del cielo» , come l’hanno apostrofata sul web. I parenti, gli anziani nonni, gli amici, i conoscenti, e tanti adulti, a piangerla come una figlia. Pellestrina si è letteralmente fermata per due ore, incredula, attonita, per stringersi intorno a quella bara chiara ed esile, come lo era Jennifer, coperta di fiori bianchi.«

Si è spenta a 27 anni, dopo lunga e straziante malattia Jennifer Vianello. Da circa otto anni lottava contro il male, lo stesso che non le ha lasciato scampo, ma ciò non le ha impedito di vivere questo tempo con grande intensità.

Finché le forze gliel’hanno consentito, ha lavorato come parrucchiera nella casa di riposo dell’isola, dove era adorata dagli anziani ospiti, per la dolcezza e il rispetto con cui si rapportava con loro. Nel settembre dell’anno scorso poi, quando la malattia, dopo un periodo di relativa tranquillità, si era ripresentata, aveva fatto una scelta estrema: dare la vita a quel bimbo che, come un miracolo, si era accorta di portare in grembo. Malgrado le cure pesanti, il bimbo è nato e ora sta bene.

di Annalisa Busetto da gazzettino.it

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