La Stampa Estera da i voti ai Parlamentari Donne Italiane

La stampa internazionale boccia senza appello le politiche italiane: troppo avvenenza, poca competenza. Scatenate le critiche dei grandi giornali internazionali, spesso gratuite e pretestuose. Come sintetizza, per esempio, il tabloid tedesco Express fa piacere vedere nel parlamento italiano tante belle curve. Ma se ci fosse qualche cervello in più non sarebbe male”.

Ancora più caustico il New York Post che pungente ironizza: “Siamo al punto che se una non ha un fisico da pin up in Italia non entra in Parlamento. La democrazia italiana è quella con più belle donne nelle istituzioni parlamentari. Che poi contino qualcosa è altra storia. E anche per il parlamento europeo gli italiani corrono il rischio di votare un manipolo di veline”.

Se il “Bel corpo di Stato”, come titola Elle France in un articolo firmato da Catherine Robin dedicato a Mara Carfagna non piace a tutta la stampa estera, le firme di mezzo mondo non perdono occasione per punzecchiare in punta di penna l’esecutivo italiano.

A monitorare i giudizi della stampa estera dall’aprile dell’anno scorso a ora è l’ Osservatorio sulla Stampa estera ‘Nathan il Saggio’, che stila la top five delle politiche italiane bocciate in base all’ Indice qualitativo d’immagine (Indimq):

  • svetta al primo posto di questa speciale classifica il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che continua a essere ricordata parlamentarimolto più volentieri per le foto e per i calendari sexy che per il ruolo da membro del governo. Qualche voce in favore della Carfagna si leva dalla lontana Cina, che, in un articolo pubblicato su Sanxia News, oltre a guadagnarsi la palma di ministro più bello al mondo, ottiene un plauso sia per il fascino, che per la risonanza ottenuta a livello internazionale. C’è anche chi però le riconosce”la capacità di avere fatto approvare una legge importante come quella sullo stalking in un paese maschilista come l’Italia” (Die Frau). Sempre in Germania, si riconosce come la Carfagna sia criticata solo “per il semplice fatto di essere bella e di non aver affatto dimostrato di essere stupida”, come annota il settimanale austriaco Das Gossip.

Nella classifica delle “bocciate” ci sono altri nomi, finite alla ribalta più per gli accesi dibattiti intorno alla lunghezza delle gonne, che non per le battaglie portate avanti in Parlamento.

  • Medaglia d’argento per Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, dipinta come una donna troppo ambiziosa e poco umile, oltreché inesperta (The Australian, AU, John Follain). La delfina del cavaliere sembrerebbe, inoltre, troppoparlamentari1 ossessionata dal suo aspetto, tanto da aver bisogno di ben quattro sedute settimanali dal parrucchiere, per essere sufficientemente concentrata sul suo ruolo istituzionale (El Mundo, Spagna, Irene Velasco). La rossa Vittoria Brambilla, ex reginetta di bellezza e modella di intimo, è stata addirittura paragonata a Sharon Stone nel film ‘Basic Instict’, per essersi più volte presentata ai talk show televisivi con minigonne mozzafiato e non aver lesinato nell’accavallare le gambe. Una voce fuori dal coro è rappresentata dal settimanale Die Woche che scrive: “Sul tema del turismo si è dimostrata competente e combattiva. Se diventerà ministro sarà una cosa buona per Berlusconi”.
  • Al terzo posto c’è Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare bicamerale per l’Infanzia, ex modella e attrice, che secondo il settimanale Usa News è spesso criticata solo per essere una bella donna e per il cognome che porta incolpevolmente.
  • Al quarto posto delle più bersagliate figura un’altra pasionaria di destra: Daniela Santanché, che ha sempre dichiarato di non aver mai usato il sesso per fare carriera (Der Standard, Austria, Gerhard Mumelter), sollevando qualche perplessità nei detrattori, che sottolineano di contro l’eccessiva generosità delle sue scollature e la disinvoltura nel far bella mostra delle sue doti. Detto questo, per il Los Angeles Times la Santanchè si è distinta “per aver sfidato Fini con coraggio e di avere gli attributi. La sua campagna elettorale è stata ben gestita, ma il partito di cui è stata presidente troppo poco significativo sul piano dei numeri”.
  • Stefania Prestigiacomo si piazza ultima tra le più punzecchiate: Ministro per l’Ambiente, votata Miss Palamento qualche anno fa, parrebbe, sempre secondo i giudizi della stampa estera, più qualificata in bellezza che in ecologia (Handelsblatt, Germania). Tuttavia c’è anche chi osserva, come il quotidiano Die Tageszeitung che sui diritti civili “si è più volte dissociata da Berlusconi schierandosi apertamente con la difesa delle minoranze”.

Esiste, tuttavia, anche una classifica di politiche ‘promosse’.parlamentari2

  • Al primo posto c’è Debora Serracchiani, trentottenne avvocato, segretaria del Pd di Udine e già definita da El Paìs l’Obama del centro sinistra, salita alle ribalte della cronaca grazie a un discorso applauditissimo, pronunciato durante l’ultima Assemblea Nazionale dei Circoli del Partito Democratico.
  • Pollice in alto e piazza d’onore per il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, dipinta dall’autorevole Sunday Times come una professionista seria e preparata, nonostante la breve esperienza in campo politico.parlamentari3
  • Emma Bonino, vice presidente del Senato, guadagna il terzo posto per la grande esperienza e capacità, con cui contribuisce all’arricchimento del dibattito politico in qualsiasi contesto (Le Monde, Francia, Margot Wallstrom).
  • Ad Anna Finocchiaro, vanno le lodi della stampa d’oltreoceano per l’esperienza e per il coraggio con cui ha condotto le battaglie contro la mafia in Sicilia (La Opinion, Argentina). Definita da più parti come la versione italiana di Angela Merkel, di Hillary Clinton o di Segolene Royal, ex comunista ed ex ministro, questa 53enne siciliana dalla voce roca si è guadagnata, secondo un articolo firmato da Alexander Smoltczyk sul Der Spiegel (Germania) sul campo il ruolo di capogruppo del PD al Senato.
  • Al quinto e ultimo posto Giorgia Meloni, 31 anni e già ministro della Gioventù. La più giovane della squadra di Berlusconi detiene anche altri apprezzabili primati: a 15 anni era leader studentesco, qualche anno dopo dirigente della gioventù di Alleanza Nazionale e dal 2006 al 2008 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Camera dei Deputati, la più giovane di tutta la storia della Repubblica Italiana. Forte e determinata, la Meloni si è già fatta notare per la linea dura adottata in materia di sicurezza e immigrazione (El Paìs, Miguel Mora).

da  QUOTIDIANO.NET

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