La storia di Keita Alla Lazio dopo aver mollato il Barcellona per ripicca

keitaKeita alla Lazio per ripicca: così si vendicò con Guardiola e il Barcellona
Allontanato dalla cantera blaugrana per uno scherzo non gradito dalla dirigenza catalana non accettò di tornare rifiutandosi di firmare il nuovo contratto

Diciotto anni, piedi educati, carattere forte. Orgoglioso, tanto da dire no al Barcellona e Pep Guardiola. Per ripicca, con l’incoscienza dell’adolescente e la spavalderia del predestinato. La storia di Keita Baldé Diao, conosciuto semplicemente come Keita, ieri in gol alla sua prima da titolare in Serie A con la maglia della Lazio, nasce da qua, da un contratto non firmato con i blaugrana nell’estate del 2011 per vendetta e dall’intuizione di Igli Tare che non si fece scappare l’occasione di portarlo in biancoceleste.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 2010. Keita, ragazzino di origine senegalese ma di nazionalità spagnola, nato a Sant Celoni, un comune di 16.000 anime situato a 50 chilometri da Barcellona, è uno dei gioielli della cantera blaugrana, con quasi 300 gol all’attivo. Pep Guardiola stravede per lui, nei suoi piedi ha letto un futuro da fenomeno. Purtroppo per lui, non ha fatto i conti col carattere del ragazzo che durante una tournée con le giovanili del Barcellona in Qatar si lascia andare ad uno scherzo che ben poco piace alla dirigenza catalana: dei cubetti di ghiaccio messi nel letto di un compagno gli costano infatti l’allontanamento.

Per punizione viene così spedito al Cornelia, una società satellite. Il problema è che il passaggio, per questioni contrattuali, non avviene con la formula del prestito. Si tratta di una cessione effettiva, concordata tra i club, ma pur sempre effettiva. E allora, quando mesi dopo arriva il momento di firmare il nuovo contratto e tornare a casa, ecco la vendetta: Keita non ci sta, dice no e chiude col Barcellona.

Da qui la sua storia laziale, la concorrenza e le avances di Real Madrid e Juve sempre respinte dal club di Lotito che il 1 luglio del 2012 gli fa firmare un contratto triennale, con tanto di indennizzo di 300mila euro versato nelle casse di Barcellona (270.000) e Cornelia (30.000). Tanti numeri e gol in Primavera che preparano l’apparizione in prima squadra: si parte con gli assist in Europa League, ben 4, fino ad arrivare alla rete al Parma, la prima in Serie A.

Tutto, sin qui, secondo copione: il copione di un predestinato cresciuto nel mito di Cristiano Ronaldo e capace di dire un secco no in faccia a Pep Guardiola.

da sportmediaset.com

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