La storia di Sylvestre Tchouo Ngassam, operaio camerunense di 34 anni morto in un incidente sul lavoro e col sogno di laurearsi in Geologia Alla Università di Ferrara dove era iscritto al secondo anno

ospedale ferraraL’Università di Ferrara è in lutto per Sylvestre, giovane studente di Geologia morto sul lavoro

“Sylvestre spiccava per la sua simpatia, la positività, la gioia di stare insieme agli altri”. E’ ancora sotto choc l’Università di Ferrara, dopo il tragico incidente che ha colpito Sylvestre Tchouo Ngassam, operaio camerunense di 34 anni e studente iscritto al secondo anno di Geologia.

Sylvestre è morto domenica, dopo essere strato travolto dal muletto che stava guidando. Sono ancora da accertare le cause dell’incidente. Quello che resta, in città, è un sentimento di grande tristezza. Tra la comunità tutti conoscevano Sylvestre: “Lo avevo conosciuto quando ero parroco di Sant’Agostino e responsabile di “Migranti”, ruolo che mi aveva portato in contatto con la comunità camerunense – racconta don Domenico Bedin. Sylvestre spiccava per la sua simpatia, la positività, la gioia di stare insieme agli altri. Era anche molto attivo nei gruppi liturgici, di canto e di ballo, attività che svolgeva con tanto entusiasmo. È una perdita grandissima, non solo per la sua famiglia e i suoi amici, ma per tutta la nostra comunità”.

All’Ascaf, (Associazione degli Studenti del Continente Africano a Ferrara) tutti conoscevano Sylvestre, anche se non faceva parte direttamente dell’associazione. Nel marzo di quattro anni fa era stato tra i più attivi dopo la tragedia che aveva colpito Gilles Donald Djoumessi Nguimfack, suo connazionale 24enne studente di ingegneria morto in un incidente stradale in Viale San Giacomo.

Anche Michelle Ngonmo, presidente dell’Ascaf, è sotto choc: “Cosa può essere successo per far rovesciare il muletto che ha travolto Sylvestre? Il mezzo aveva già deposto il carico, il terreno non era sconnesso, allora come mai il muletto si è ribaltato uccidendo il nostro amico? Possibile che nessuno abbia visto niente?» Michelle conosceva Sylvestre da sei anni: “Trasmetteva allegria e gioia di vivere, aveva soprattutto una grande capacità di sdrammatizzare, diceva che la vita è troppo breve per sprecarla con problemi inutili”.

Sarà l’inchiesta a ricostruire le cause e la dinamica dell’accaduto. Intanto, dopo le indagini della procura, la salma tornerà in Camerun, dove vivono ancora la mamma, le sorelle e i fratelli di Sylvestre. L’Università è in lutto: molti, tra gli studenti, conoscevano e apprezzavano il giovane camerunense dal sorriso sempre pronto.

 corriereuniv.it

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