La tangentopoli turca Arrestati i figli di due ministri Erdogan grida al complotto

erdoganTangentopoli scuote la Turchia
Arrestati i figli di due ministri
Erdogan: “È un complotto”
Lo scandalo “mani pulite” si allarga: una ventina le personalità
vicine al governo finite in manette con l’accusa di corruzione e frode

Tira aria avvelenata in Turchia all’ombra della Tangentopoli che da martedì – con il blitz che ha portato in carcere 52 nomi eccellenti della nomenclatura legata al potere islamico, fra cui i figli di tre ministri – fa scricchiolare il potere del premier Recep Tayyip Erdogan a tre mesi dalle cruciali elezioni amministrative di marzo.
Sempre più in difficoltà il “sultano” di Ankara è tornato oggi a denunciare, come durante le grandi proteste di Gezi Park, un complotto internazionale contro il paese accusando di «azioni provocatorie» non meglio precisati «ambasciatori», minacciati di espulsione. «È uno sporco complotto contro la volontà nazionale» ha tuonato.

Nel mirino del premier ci sarebbe l’ambasciatore Usa Francis Ricciardone, che giovedi ha visto il capo dell’opposizione Kemal Kilicdarolu. La stampa di opposizione scrive Che Ue e Usa ora hanno `mollato´ Erdogan.

Proseguono intanto le purghe nella polizia, che per l’opposizione – che chiede le dimissioni di Erdogan – puntano a insabbiare l’inchiesta sulla corruzione all’interno dell’ apparato di potere islamico. Le teste di decine di dirigenti della pubblica sicurezza sono rotolate da martedì, con quella del capo della polizia di Istanbul.
Paradossalmente la grande purga della polizia è pilotata del ministro degli interni Muammer Guler, il cui figlio è in manette da martedì con quelli dei titolari dell’Economia Zafer Caglayan e della Pianificazione Urbana Erdogan Bayraktar.

Il governo starebbe silurando i dirigenti della polizia vicini alla potente confraternita Islamica Hizmet del predicatore Fetullah Gulen – l’ex-alleato ora ora in lotta aperta di potere con Erdogan – ritenuta all’origine della Mani Pulite turca. I ministri Guler, Caglayan e Bayraktar, con il titolare degli Affari Europei Egemen Bagis, sarebbero direttamente nel mirino degli inquirenti.

Secondo il quotidiano Bugun una richiesta di autorizzazione a procedere nei loro confronti è stata trasmessa al parlamento: sarebbero accusati di avere intascato bustarelle per decine di milioni di euro, fra l’altro dal faccendiere Reza Zarrab, finito nella retata di martedi.

Il suo fermo è stato trasformato in arresto oggi dalla corte di Istanbul, con fra l’altro quelli dei figli di Caglayan e Guler. Il figlio di Bayraktar, il magnate dell’ edilizia Ali Aagoglu e il sindaco Akp di Fatih Mustafa Demir, sono stati invece rimessi in libertà in attesa del processo.

Diversi analisti prevedono a breve un imminente rimpasto di governo, per sostituire i quattro ministri lambiti dallo scandalo insieme a quelli candidati sindaco in marzo. Una mossa, sostiene però Murat Yetkin su Hurriyet, «probabilmente insufficiente per salvare la situazione».

I danni per Erdogan e il suo partito islamico Akp rischiano di essere irreparabili. Il `sultano´ è arrivato al governo denunciando i corrotti `laici´ al potere fino al 2002, presentandosi come il campione di una politica pulita.

Oggi Gulen ha lanciato una sorta di `fatwa´ diretta, senza citarlo a Erdogan. «Coloro che non vedono il ladro, ma se la prendono con chi cerca di catturarlo, non vedono l’omicida ma accusano persone innocenti», ha tuonato, meritano che «Dio porti il fuoco nelle loro case, le bruci, e distrugga le loro famiglie».

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