L’addio della Scala e di Milano a Claudio Abbado video

Ottomila in piazza Scala per il concerto
in memoria di Claudio Abbado
Come tradizione in occasione della scomparsa dei direttori musicali, con il Teatro vuoto e le porte aperte

L’Orchestra Filarmonica ricorda Claudio Abbado

Il Teatro alla Scala è vuoto, ma le sue porte sono aperte. Dentro solo la Filarmonica diretta da Daniel Barenboim che esegue la Marcia funebre (Adagio assai) dalla terza Sinfonia «Eroica» di Ludwig van Beethoven. Il pubblico è fuori: 8mila persone ascoltano commosse, in piedi, sulla piazza antistante il teatro. Affollatissime anche la Galleria e le vie circostanti. È questo l’ultimo saluto che la Scala e tutta Milano hanno rivolto lunedì pomeriggio al maestro Claudio Abbado, scomparso una settimana fa.

TEATRO VUOTO – Il sindaco Giuliano Pisapia ha aperto simbolicamente le porte della Scala, vuota all’interno, insieme con il sovrintendente Stephane Lissner e Alexander Pereira, Bruno Ermolli e Giovanni Bazoli, vicepresidente e consigliere di amministrazione del teatro alla Scala e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Il sindaco, al termine del momento di commemorazione di Abbado, ha annunciato l’intenzione di intitolare al maestro scomparso la Scuola civica di Musica a Villa Simonetta.

Abbado: Marcia Funebre in diretta su sito web Comune MilanoLA FOLLA – Alle ore 18 di lunedì sera, la musica in diffusione audio della Filarmonica è risuonata in piazza della Scala, gremita come non accade neppure per la Prima, ma anche per le strade del centro, per l’occasione chiuse al traffico da un’ora prima. Musicisti con i loro strumenti, studenti, famiglie e anziani di Milano, amanti della Scala, ma anche turisti e stranieri che hanno voluto ricordare in silenzio il maestro che ha guidato la Scala per diciotto anni, dal 1968 al 1986. Il concerto è stato trasmesso in diretta mondiale da Rai 5 e in streaming sul sito internet della Scala, sul portale web del Comune di Milano e su Corriere.it.

L’ALBERO – C’è stata anche una simbolica «protesta» da parte del Cub del Teatro alla Scala. Due persone hanno portato davanti all’ingresso un alberello di olivo, con un cartello con la scritta: «Piantiamo questo olivo, chiedendo che il sindaco di Milano realizzi il sogno del maestro di piantarne altri 89.999». Il riferimento è a quell’accordo che Abbado, che desiderava una Milano più «verde», strinse nel 2010 con l’allora sindaco Moratti affinché la città si arricchisse di 90 mila alberi: in cambio, sarebbe tornato alla Scala dopo 24 anni per dirigere due concerti. Gli alberi per i milanesi sarebbero stati il suo cachet. Un progetto che si arrestò per mancanza di fondi e per l’indisponibilità del maestro.

da corriere.it

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