Larry Page lavoriamo troppo perché un sacco di persone ti stanno addosso se non hai molto da fare, e quindi si crea la necessità di dover essere sempre occupati

google larry pageIl leader di Google: “Lavoriamo troppo,
è ora di mandare avanti i robot”
Larry Page: ““L’idea che tutti debbano lavorare in questa maniera frenetica per soddisfare i propri bisogni è semplicemente non vera. C’è anche un problema sociale, perché un sacco di persone ti stanno addosso se non hai molto da fare, e quindi si crea la necessità di dover essere sempre occupati”

Lavoriamo troppo, e inutilmente, anche perché a breve ci saranno i robot che potranno svolgere un sacco delle nostre mansioni. Così ci roviniamo l’esistenza, perché ci priviamo della possibilità di fare tante altre cose belle, tarpando anche le ali alla nostra creatività. Parola di Larry Page, cofondatore di Google, che da quando lavora ha sempre avuto la missione di semplificare l’esistenza degli esseri umani.

Page ha parlato di questi temi che gli stanno molto a cuore durante una rara intervista congiunta con l’amico e cofondatore Sergey Brin, concessa durante un evento pubblico al venture capitalist Vinod Khosla. “L’idea che tutti debbano lavorare in questa maniera frenetica per soddisfare i propri bisogni è semplicemente non vera. Io penso che qui ci sia un problema, ma non lo riconosciamo. C’è anche un problema sociale, perché un sacco di persone ti stanno addosso se non hai molto da fare, e quindi devi dare alle persone qualcosa con cui occuparle”. Anche se le risorse fossero distribuite meglio, per rispondere a tutti i bisogni, comunque la gente vorrebbe lavorare, se non altro per rendersi produttiva e necessaria. La sua soluzione di Page, quindi, è diminuire il carico di lavoro dei singoli e suddividerlo fra tutte le persone che intendono essere attive: “Alla maggior parte degli esseri umanii piace lavorare, ma gli piacerebbe anche avere più tempo per dedicarsi alla famiglia o ai loro interessi. Questa dunque sarebbe una maniera per risolvere il problema: avere un piano coordinato per ridurre la settimana lavorativa. A quel punto, aggiungendo appena un po’ più di occupazione, potresti fare qualche aggiustamento e la gente avrebbe ancora abbastanza posti di lavoro”.

Oltretutto, come ha notato anche Brin durante la stessa intervista, agitarsi così non ha senso, perché nel prossimo futuro i robot diventeranno capaci di svolgere molte delle mansioni più faticose e noiose che oggi occupano gli uomini. Inutile, dunque, continuare a lavorare così tanto: meglio diminuire i carichi e ridistribuirli, a patto che poi la gente continui a guadagnare quanto basta per godersi il resto del tempo libero che hanno conquistato.

PAOLO MASTROLILLI da lastampa.it

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