“Lasciateci cantare” su Raiuno : “Amici” in versione Inps secondo Aldo Grasso

Un «X Factor» da rotonda sul mare

ALDO GRASSO corriere.it

Le note dei morti viventi. In giuria c’erano Paolo Limiti, Gianni Boncompagni (con un collare da clergyman, il suo massimo di trasgressione), Patty Pravo, più stirata di un grissino, Camila Raznovich e Rosita Celentano (quest’ultime le più anzianotte di tutti, «vecchie dentro» , come si dice).

Oggi, per fare un programma ci vuole una giuria, con le palette, i voti, i giudizi campati in aria. La giuria è il basamento di un format. Poi ci vuole un presentatore, possibilmente privo di personalità, ridanciano, impiegatizio. Chi meglio di Carlo Conti? Dentro Carlo Conti.

Poi ci vogliono personaggi conosciuti che si cimentino con il fantasma del loro apparire, tipo Eleonora Giorgi, Gloria Guida, Licia Colò, una certa Fanny Cadeo, Massimo Ciavarro, Paolo Conticini (quello che lavora sempre con Christian De Sica), Massimo Ghini, il nostro più grande interprete di cinepanettoni. Che gli facciamo fare? Le prove dell’ «Isola di famosi» , no. Una gara di ballo, no. Un quiz d’intelligenza, no. Facciamoli cantare. Mettiamo anche quattro vocal coach e non se ne parli più.

Una specie di «X Factor» da rotonda sul mare, una serata d’altri tempi, tipo tv locale anni 80, «Amici» in versione Inps. Ecco finalmente un format nuovo da immettere sul mercato, ecco «Lasciateci cantare» , un programma prodotto da Endemol, scritto da Carlo Conti, Emanuele Giovannini, Leopoldo Siano, Ivana Sabatini, Fausto Enni e diretto da Maurizio Pagnussat (Raiuno, mercoledì, ore 21.10).

C’erano anche, nei ruoli della giuria tecnica, Roberto Alessi, Anna Pettinelli e Marco Mangiarotti. Quanti posti di lavoro! Raramente si riesce a mettere in scena uno spettacolo così malinconico, così autoreferenziale, così stonato: una serata di simpatici vecchietti che si ritrovano per mascherare il loro esilio interiore. Un tempo tutti, giovani o vecchi, facevano progetti. Ora non ne fanno più, si accontentano di congratularsi vicendevolmente per i loro insuccessi. Lasciamoli cantare.

da QUOTIDIANAMENTE.NET

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