Lettera al Corriere di Carmen Llera Moravia in difesa di Strauss Kahn

ESCE ALLO SCOPERTO CARMEN LLERA MORAVIA CON UNA LETTERA IN GLORIA DI DSK – 2- “NON SO COSA SIA SUCCESSO AL SOFITEL, PROBABILMENTE C’È STATO UN RAPPORTO CONSENZIENTE, MA ESCLUDEREI LA VIOLENZA SESSUALE, NON VORREI CHE DOMINIQUE DIVENTASSE CAPRO ESPIATORIO DI UN CERTO PURITANESIMO AMERICANO, ANTIEUROPEO E ANTIFRANCESE” – 3- NON SONO MAI STATA UNA SUA VITTIMA, NON È UN UOMO CRUDELE PRIMITIVO O SADICO, LA VIOLENZA NON FA PARTE DELLA SUA CULTURA, AMA IL SESSO, SO WHAT? (E ALLORA? NDR) NON MI SEMBRA UN DELITTO, A VOLTE I CORPI ESPRIMONO PIÙ DELLE PAROLE”

1- CARMEN LLERA: “NON SONO MAI STATA LA SUA VITTIMA”
dal Corriere della Sera

In un libro in versi del 2005 pubblicato da Bompiani, Carmen Llera Moravia racconta l’amore estremo tra Nina e Gaston, personaggio che dà il nome all’opera e che è stato identificato con Dominique Strauss-Kahn. Una storia di abbandono e piacere sadico, narrata in italiano e francese dal punto di vista della protagonista, «fatta per dar piacere a Gaston», dietro la quale in molti hanno visto la scrittrice stessa.

Nata 58 anni fa a Pamplona e vedova di Alberto Moravia (che sposò nel 1986), Carmen Llera avrebbe avuto con l’ex direttore del Fondo monetario internazionale una relazione a Parigi tra il 2003 e il 2005. Pubblichiamo qui a fianco il suo primo commento rilasciato dopo l’arresto di Strauss-Kahn, accusato di aver stuprato una cameriera dell’Hotel Sofitel di New York.

LA LETTERA DI CARMEN
Caro Direttore,
dopo giorni di silenzio vi scrivo, è un errore usare il mio libro Gaston, pura finzione letteraria, per illustrare un fatto reale, ”Gaston” non ha nulla a che vedere con Dominique Strauss-Kahn che conosco e frequento da anni. Non sono mai stata una sua vittima come qualcuno ha scritto, non è un uomo crudele primitivo o sadico, la violenza non fa parte della sua cultura, ama il sesso, so what? (e allora? ndr) non mi sembra un delitto, a volte i corpi esprimono più delle parole… ma non desidero fare della letteratura in un momento così tragico, anche perché la letteratura non salva nessuno, non salverà lui e neanche me.

Non so cosa sia successo nella suite del Sofitel, probabilmente c’è stato un rapporto consenziente, ma escluderei la violenza sessuale, non vorrei che Dominique Strauss-Kahn diventasse «le bouc émissaire» (il capro espiatorio, ndr) di un certo puritanesimo americano, antieuropeo e antifrancese.

Non vorrei che dovesse pagare anche per la mancata estradizione di Polanski o per sporchi giochi di potere politico ed economico.
Desidero solo che possa dimostrare subito la sua innocenza e tornare l’uomo libero e sorridente che ho visto giorni fa.

C’est tout, cordialmente
Carmen Llera Moravia

da dagospia.com

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