Lo sciopero dei forconi ha bloccato l’Italia

Sciopero forconi: bloccata ferrovia a GenovaSciopero dei forconi, presidi da Nord a Sud
Primi blocchi in Veneto e caos a Torino
Sale la tensione in Piemonte: assaltato con bombe carta il palazzo della Regione. Alfano: «Impediremo violazione leggi»

Blocchi stradali, presidi, volantinaggi, traffico in tilt. E guerriglia a Torino. È iniziata nella notte tra domenica e lunedì, in tutta Italia, la protesta dei «forconi». Prese d’assalto a Torino, Milano e Bologna le sedi di Equitalia. La situazione più tesa in Piemonte dove almeno duemila manifestanti hanno assaltato il palazzo della Regione con bombe carta, bottiglie e pietre. Polizia e carabinieri hanno lanciato lacrimogeni . Sempre a Torino Andrea Zunino, portavoce del Coordinamento 9 dicembre promotore dell’iniziativa, ha annunciato in serata che la protesta «andrà a vanti ad oltranza».

ALFANO – «Le proteste in Italia sono legittime e rispettano le leggi. Noi impediremo che vengano violate e faremo valere la forza dello Stato», è il commento del ministro dell’Interno Angelino Alfano a margine di un convegno a Perugia. «Nel contempo – ha aggiunto Alfano – saremo comprensivi rispetto a proteste che siano dentro i limiti dell’ordine e delle leggi dello Stato».

GENOVA- Alta tensione nel capoluogo ligure. Per tre ore e mezza circa un centinaio di manifestanti hanno occupato i binari della stazione di Genova Brignole. Si sono staccati dal corteo principale e si sono diretti allo scalo ferroviario. Binari occupati anche alla stazione di Imperia e tra Diano Marina e Arma di Taggia, con blocco della circolazione dei treni sulla Genova-Ventimiglia. Inoltre il traffico ferroviario sulla linea Genova-Ventimiglia è bloccato, dalle 12 circa, in seguito all’occupazione dei binari della stazione di Imperia Oneglia da parte di un folto gruppo di manifestanti.
CAOS A TORINO -La situazione più «calda» a Torino dove in serata è stato annunciato che la protesta «andrà avanti ad oltranza». Durante la giornata binari occupati e traffico ferroviario bloccato alle stazioni di Torino Porta Nuova e Porta Susa. I manifestanti, partiti dalla centrale piazza Castello, si sono divisi in cinque gruppi: uno ha occupato i binari alla stazione Porta Nuova per una mezz’ora; un secondo gruppo è andato alla stazione di Porta Susa, senza però occupare i binari; un terzo si è diretto alla sede di Equitalia ; un quarto si è fermato di fronte al municipio mentre un altro ancora si è recato di fronte alla sede della Regione Piemonte in piazza Castello, dove sono state lanciate uova e scanditi slogan contro il presidente Roberto Cota. Davanti alla sede della Regione è iniziata poi una guerriglia fra manifestanti, tra cui alcuni ultras della Juve e del Torino, che hanno lanciato molotov e pietre mentre la polizia rispondeva con i lacrimogeni. Scontri anche davanti al Comune di Torino tra un gruppo di circa 400 manifestanti e le forze dell’ordine che presidiano l’edificio. Quando è partito un petardo gli agenti hanno reagito con una carica di «alleggerimento». I manifestanti hanno anche lanciato bottiglie. La procura di Torino ha annunciato che aprirà un fascicolo di indagine sugli incidenti che si sono verificati .

I POLIZIOTTI SI TOLGONO I CASCHI – Sempre a Torino, vicino a piazza Castello, c’è stato anche un episodio di distensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Alcuni manifestanti hanno gridato «Bravi, bravi» agli agenti che sono anche stati applauditi. Dopo alcuni minuti gli agenti si sono tolti i caschi e hanno appoggiato gli scudi a terra. La Questura ha precisare che gli agenti si sono tolti i caschi perché «erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo».

BLOCCHI NEL VICENTINO E NEL VERONESE -I primi problemi di viabilità si sono registrati in Veneto dove l’annunciata protesta di alcune sigle sindacali degli autotrasportatori nel segno di «l’Italia si ferma» si è manifestata in 19 presidi I manifestanti hanno posto di traverso i loro mezzi pesanti nei pressi degli accessi autostradali bloccando di fatto la circolazione con grossi disagi sul traffico anche sulla rete stradale ordinaria. Bloccata anche la tangenziale di Vicenza che corre parallela alla A4. Difficoltà nella mobilità stradale anche a Resana (Treviso).

ROMA E MILANO – Equitalia presa di mira anche a Milano mentre a Roma sono oltre un centinaio i manifestanti che stanno partecipando allo sciopero per chiedere la caduta del governo. A Piazzale dei Partigiani ci sono gazebo e un camper con presidio fisso. Tra gli striscioni, uno dalla scritta «9 dicembre, l’Italia si ferma».

LA SITUAZIONE IN SICILIA – A Catania è confermata la linea «soft» annunciata dai «forconi»: sciopero articolato con presidi, ma nessun blocco del traffico. E così in quello che negli anni scorsi è stata la sede del «simbolo» della protesta del movimento degli autotrasportatori, il casello di San Gregorio dell’autostrada A18 Messina-Catania, non c’è stata la paralisi. Un picchetto di una decina di manifestanti ha trascorso la notte sul posto e ha effettuato soltanto un volantinaggio. La zona è presidiata da domenica sera dalle forze dell’ordine. La Questura di Catania ha accolto la richiesta del movimento dei «forconi» e ha autorizzato manifestazioni e incontri in piazza Università. A Palermo invece alcuni manifestanti stanno bloccando la circolazione stradale. Tir e camion sono stati piazzati sulla corsia laterale della carreggiata.

VOLANTINAGGIO IN SARDEGNA – Gli autotrasportatori della Sardegna aderenti al «TrasportoUnito» hanno manifestato al porto di Cagliari e sulla strada statale 131 all’altezza di Sardara (Medio Campidano), in contemporanea con la protesta nazionale organizzata dal movimento siciliano dei «Forconi». Nel frattempo si è tenuto anche il presidio del Movimento AntiEquitalia davanti all’Agenzia delle entrate, fra via Vesalio e via Pintus a Cagliari. Una bara con su scritto «commercianti», l’elenco delle tasse dovute e la conclusione «tassazione al 68%, assassini del lavoro» è invece il simbolo della manifestazione a Sassari.

TRAFFICO RALLENTATO IN PUGLIA E CAMPANIA – Esponenti del «Movimento dei forconi», che chiede le dimissioni dei rappresentanti di governo, hanno bloccato il traffico sulla tangenziale di Bari tra le uscite di Poggiofranco e Carrassi. Uno stop alle manifestazioni di protesta è stato intimato nella provincia di Bari dove il prefetto, Mario Tafaro, ha disposto «il divieto di assembramento degli automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia dal 9 al 13 dicembre». Presidi e volantinaggi, con conseguenti rallentamenti del traffico, tra Napoli e provincia.

da corriere.it

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