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patrizia-daddario-8Feste con escort pagate fino a 2mila euro con un’organizzazione diventata nel tempo sempre più sofisticata. Dagli interrogatori dell’inchiesta barese giungono nuove conferme alle dichiarazioni con cui la 42enne Patrizia D’Addario descriveva le serate trascorse nella residenza romana del premier Silvio Berlusconi.

Anche se Gianpaolo Tarantini smentisce di aver pagato le ragazze:«Avendo ricevuto inviti » da parte del premier «ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura. Non ho mai corrisposto soldi ». E ancora:«Mi scuso pubblicamente con il premier per averlo involontariamente danneggiato, lui non c’entra».

Intanto una terza testimone, Lucia Rossini, 28 anni, ha raccontato agli inquirenti con diversi dettagli di essere stata a Palazzo Grazioli, rafforzando lo schema emerso negli ultimi giorni. L’inchiesta è arrivata anche a Milano, dove è stata ascoltata un’altra persona che risulterebbe indagata, Maria Teresa De Nicolo. La sua posizione è ancora da chiarire,anche se il legame con Tarantini sarebbe soprattutto da ricondurre ai party erotici organizzati a Bari con politici locali.

La pugliese “Terry”, com’è nota tra gli amici,vivrebbe spesso a Milano, dove lo stesso Gianpaolo ama fare tappa fermandosi in hotel di lusso. Gli inquirenti, nel tentativo di trovare nuove conferme alla ricostruzione della D’Addario e delle altre ragazze sentite dalla Guardia di Finanza, avrebbero allargato le loro verifiche anche a Bologna e a una città francese. Tra gli interrogati sarebbe spuntato inoltre un giovane gay barese, Nick.

«C’ero, ma non sono una escort»:anche la ventitreenne Barbara Montereale ha confermato il racconto della D’Addario. Montereale, candidata alle comunali in una circoscrizione con la lista creata da Raffaele Fitto, ha raccontato di aver partecipato a delle feste sia a Palazzo Grazioli sia a Villa Certosa solo come ragazza immagine.

Aspirante soubrette, la ventitreenne di Modugno, in provincia di Bari, ha raccontato di aver ricevuto in regalo 10.000 euro in contanti dal premier («che mi ha trattato come una figlia») dopo avergli confidato le sue complicate vicende familiari. E in un’intervista a La Repubblica, la Montereale ha confermato la versione della D’Addario:«Mi disse di aver passato una notte a Palazzo Grazioli e di aver avuto un rapporto sessuale con il presidente ».

Gli inquirenti lavorano intanto anche su altri due fronti: gli scambi di cocaina e i reali obiettivi di Gianpaolo Tarantini, che potrebbe aver puntato a ottenere favori in ambito politico o negli affari.

Alessandro Mannavini,il “factotum” ingaggiato per le feste estive in Sardegna,risulta indagato per reato di droga. Il suo legale,Marco Vignola, esclude collegamenti con le vicende che collegano Tarantini al giro di escort e punta allo stralcio della posizione del suo assistito. La ricostruzione temporale degli eventi -Mannavini iniziò a lavorare in Sardegna a giugno per poi abbandonare l’incarico di collaboratore con Gianpaolo Tarantini agli inizi di settembre, prima degli eventi ai quali fa riferimento la D’Addario -andrebbe in questa direzione.

Quanto all’ex re delle protesi, è ormai Roma il suo centro di riferimento. Qui il 34enne barese, dopo l’avvio dell’indagine sulla sanità, ha trasferito residenza e uffici in due prestigiose sedi del centro. L’aspirazione confidata agli amici era quella di farsi largo nelle forniture della Protezione civile e, comunque, di diversificare ad ampio raggio come dimostra la creazione, in società con il fratello Claudio, della G.C. Consulting srl.

dal sole24ore.com

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