Marcello Dell’Utri assolto per tentata estorsione a Vincenzo Garaffa con finalità mafiosa

TENTATA ESTORSIONE: DELL’UTRI ASSOLTO
Al terzo processo d’appello, cade contro Marcello Dell’Utri l’accusa di tentata estorsione aggravata dalla finalita’ mafiosa ai danni dell’ex patron della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa. I giudici della prima corte d’Appello di Milano assolvono il senatore del Pdl e il boss mafioso Vincenzo Virga ‘perche’ il fatto non sussiste’, richiamandosi all’articolo 530 comma 2, quello che ha sostituito la vecchia formula dell’insufficenza della prova.

Non e’ ancora l’epilogo di una vicenda giudiziaria infinita perche’, dopo quattro giudizi di merito e due di legittimita’, il difensore di Garraffa, l’avvocato Giuseppe Culicchia, “sconvolto per il verdetto”, ha annunciato che si rivolgera’ per la terza volta alla Cassazione. Il sostituto pg Isabella Pogliese aveva chiesto per entrambi gli imputati la condanna a due anni, rimarcando l’ambiente mafioso nel quale era maturato il rapporto tra il senatore e l’ex capomandamento di Trapani Virga, che ha seguito il processo dal carcere dove sta scontando l’ergastolo.
I fatti risalgono al 1991 quando Garraffa aveva ottenuto una sponsorizzazione per la societa’ di pallacanestro di circa un miliardo e 700 milioni di lire a lui versati attraverso Publitalia, guidata allora da Dell’Utri.
Stando alle indagini, nel dicembre del ’91 Dell’Utri avrebbe incontrato Garraffa a Milano e gli avrebbe chiesto di restituire la meta’ di quei soldi in nero e per minacciarlo gli avrebbe detto: “Ho uomini e mezzi per farle cambiare idea”. Di fronte al rifiuto dell’imprenditore, secondo l’accusa, il boss Virga avrebbe incontrato Garraffa nell’ospedale dove lavorava come primario per minacciarlo, su mandato del senatore del Pdl.

Gli incontri tra l’ex presidente del club di basket e i due imputati costiuiscono fatti storici accertati per la Cassazione, cosi’ come dalla Suprema Corte era stata sottolineata, nell’ultima pronuncia dell’aprile 2010, l’attendibilita’ di Garraffa, ma i giudici milanesi hanno ritenuto che i due imputati non abbiano tentato di estorcere denaro.
Di diverso avviso erano stati i giudici di primo e secondo grado che nel 2004 avevano condannato Dell’Utri e Virga a 2 anni di carcere. Poi, la Cassazione aveva annullato con rinvio ordinando un appello-bis per approfondire alcuni punti controversi. Quest’ultimo si era concluso nell’aprile del 2009 con una derubricazione del reato in minacce gravi e conseguente prescrizione delle accuse.
Infine, l’ultima Cassazione che, secondo la difesa di Garraffa, ‘imponeva’ una nuova condanna.
Opinione non condivisa ovviamente dagli avvocati del senatore, Pietro Federico e Giovanni Di Peri, che vanno ‘oltre’: “I giudici della Cassazione dovranno tener conto di questa assoluzione nel valutare se confermare la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa inflitta a Palermo”.

Sdegnata la reazione di Garraffa, presente in aula: “L’assoluzione e’ vergognosa, sono deluso, ma come cittadino ed ex parlamentare devo avere fiducia nella giustizia”, ha detto l’ex esponente repubblicano, lamentando che a Dell’Utri gia’ condannato due volte per altre vicende “si permetta ancora di legiferare e di stare in Parlamento” .

da agi.it

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