Marco Travaglio editoriale di domenica 5 ottobre 2014 Barack Napolitama

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La Costituzione, art. 111, parla chiaro: “La legge assicura che la persona accusata di un reato… abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa… Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore”. E pure il Codice di procedura penale, art.178: “È sempre prescritta a pena di nullità l’osservanza delle disposizioni concernenti:… l’intervento, l’assistenza e la rappresentanza dell’imputato e delle altre parti private…”.

Cioè l’imputato ha il diritto di essere sempre presente alle udienze del suo processo e di interrogare i testimoni, salvo che vi rinunci: altrimenti il processo è nullo e riparte da zero. Questo vale anche nel caso di testimoni interrogati a domicilio, come quelli impediti a comparire in aula o come il capo dello Stato. Art. 502 Cpp: “L’esame si svolge con le forme previste dagli articoli precedenti, esclusa la presenza del pubblico. L’imputato e le altre parti private sono rappresentati dai rispettivi difensori. Il giudice, quando ne è fatta richiesta, ammette l’intervento personale dell’imputato interessato all’esame”. Quindi i boss Riina e Bagarella hanno tutto il diritto di presenziare, sia pur in videoconferenza, all’udienza che la Corte d’Assise di Palermo terrà in trasferta al Quirinale il 28 ottobre per interrogare il teste Giorgio Napolitano nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Il motivo è semplice: in quel processo sono imputati. E, se venissero esclusi, potrebbero chiedere e ottenere la nullità del processo. Quindi le chiacchiere stanno a zero: salvo forzare la Costituzione e la legge, esponendo il processo a un rischio letale, i giudici non potranno che accogliere l’istanza dei boss ad assistere alla testimonianza di Napolitano e a porgli domande, direttamente o tramite i difensori. Il presidente della Corte deciderà se le domande sono pertinenti al capitolato di prova o no, dunque se accoglierle o respingerle. Se saranno accolte, Napolitano avrà l’obbligo di rispondere, possibilmente dicendo tutta la verità. Altrimenti commetterà il reato di falsa testimonianza o di reticenza. In un paese normale, la discussione finirebbe qui. In Italia invece il presidente è considerato più sacro del Re Sole, ergo si seguita a discutere con argomenti da barzelletta. Sul Corriere , il “garantista” Polito el Drito considera la legittima richiesta di due imputati di assistere al loro processo “la provocazione dei mafiosi” per “inquinare il processo” e “infilarsi nell’ufficio del capo dello Stato, fornendo al mondo uno spettacolo ahinoi unico nel suo genere” con grave lesione per “la dignità e il prestigio delle istituzioni, esposte al tentativo dei poteri criminali di destabilizzarle”. Ora, a parte il fatto che a tentare di inquinare il processo fu proprio il Colle con Mancino, mobilitando due Pg della Cassazione e il Pna, senza contare i servizi che tramano nelle carceri pagando mafiosi per depistare, lo spettacolo unico che scandalizza il mondo e scredita le istituzioni è un altro, ed è già andato in scena, e proprio a opera delle istituzioni: quelle che da 22 anni stringono le mani insanguinate dei Riina e dei Provenzano trattando con Cosa Nostra mentre fingono di combatterla. “Ve li immaginate – domanda il Corriere – “due superboss di Cosa Nostra ammessi a entrare alla Casa Bianca per assistere a una deposizione di Barack Obama?”. E ve lo immaginate Obama che traffica per salvare un senatore in pensione sospettato di aver mentito su una trattativa fra l’Fbi e John Gotti, e una volta scoperto rimane alla Casa Bianca e fa di tutto per non testimoniare al processo? Se la scena dei due boss ammessi alla Casa Bianca è inimmaginabile, è solo perché non ci troverebbero più il presidente. In America.

Da Il Fatto Quotidiano del 05/10/2014. marco travaglio via triskel182.wordpress.com

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