Marco Travaglio editoriale di lunedì 25 agosto 2014 ma mi faccia il piacere

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TotoIl solito ignoto. “Bisogna togliere il Paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito. Questa è la rivoluzione culturale che serve all’Italia: spalancare le finestre e fare entrare aria nuova” (Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, Tempi, settimanale vicino a Cl, 24-8). Tipo Berlusconi? O la Marcegaglia? O Cl? Il solito gnorri. “Contrariamente a quel che si dice, io nei salotti non ci sono mai entrato” (Sergio Chiamparino, Pd, presidente della Regione Piemonte, la Repubblica, 24-8). Lui entrava direttamente nei caveau.   Saldi e ribassi. “Berlusconi avverte il premier: sul fisco non facciamo sconti” (il Giornale, 19-8). Senza parole, ci arrendiamo.   Libera docenza. “Berlusconi si mette a dieta e si prepara a fare il prof. Da metà ottobre terrà un ciclo di lezioni” (Libero, 20-8). Ha avuto la cattedra di furto con scasso.

Voce del verbo inserire. “Non serve abolire l’articolo 18. Basta il contratto di inserimento” (Giuliano Poletti, Pd, ministro del Lavoro, Corriere della sera, 17-8). Inserimento di cosa, non osiamo immaginarlo. Ma è meglio se intanto i lavoratori camminano rasente ai muri.   Alla memoria. “Togliatti fu uno dei padri della Costituzione: la Camera ospiterà una mostra a lui dedicata in autunno” (Laura Boldrini, Sel, presidente della Camera, 21-8). Prima che Renzi, Boschi, B. & Verdini distruggano anche quella.   La stratega. “Di Battista è un fanatico esaltato con la sindrome del pene piccolo” (Licia Ronzulli, eurodeputata FI, La Stampa, 23-8). Vuoi mettere invece la pompetta di Lui.   Prima o poi. “Io penso che la luna di miele del governo potrà durare ancora un po’, grazie alle indubbie qualità di comunicazione del nostro giovane premier. Ma gli italiani sono un popolo concreto e prima o poi si accorgeranno che questo governo e questa maggioranza non sono in grado di tener fede alle tante, troppe promesse” (Paolo Romani, capogruppo FI al Senato, La Stampa, 18-8). Di solito se ne accorgono dopo una ventina d’anni.

Sacconi di fesserie. “L’obbligo di reintegro di un lavoratore licenziato senza giusta causa è una cosa assurda” (Maurizio Sacconi, Ncd, presidente commissione Lavoro del Senato, la Repubblica , 18-8). In effetti non si capisce per quale giusta causa gli italiani debbano mantenere ancora Maurizio Sacconi.   La grande riforma/1. “La polizia ad Alfano: ‘Con lo svuotacarceri dimezzati gli arresti degli spacciatori’” (la Repubblica, 18-8). Renzi aveva promesso di dimezzare i processi arretrati: fatto!   La grande riforma/2. “Il senatore Caliendo (FI) ha chiesto al ministro Orlando di inasprire la responsabilità civile dei magistrati” (Corriere della sera, 22-8). O almeno di abolirli.   La grande riforma/3. “Nessun patto segreto sulla giustizia con Berlusconi” (Andrea Orlando, Pd, ministro cella Giustizia, la Repubblica, 22-8). Infatti è palese.   Vivi o morti. “È caccia al giornalista: Grillo mette nel mirino pure chi è appena morto. Dal blog fango anche su Orlando, deceduto pochi giorni fa” (Il Giornale, 18-8). Lo stesso che il Giornale metteva nel mirino del fango quando era vivo.   Il detassatore. “Meno tasse ma tagli di spesa” (Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, La Stampa, 22-8). “La Tasi sarà più cara dell’Imu per una famiglia su due. E per oltre due terzi di quelle che vivono in case modeste e hanno figli” (la Repubblica, 23-8). Ah, ecco.   Lavoratori! “Prima di entrare in Parlamento lavoravo” (Andrea Romano, deputato Scelta civica, Canale5, 17-8). Poi per fortuna ha smesso.   Canti Orfinici. “Il Pd stia vicino a chi fatica” (Matteo Or-fini, presidente Pd, la Repubblica, 23-8). Tipo lui, che non ha mai lavorato in vita sua. Piccoli Solgenitsin crescono. “Una volta nei circoli del Pci   – e negli altri partiti – si dibatteva, anche se poi c’era il centralismo democratico. Da noi no. Nel M5S non è permesso alcun dibattito” (Tommaso Currò, deputato M5S, la Repubblica, 23-8). Fortuna che Repubblica è riuscita a contattarlo nel gulag in cui è recluso, altrimenti nessuno l’avrebbe saputo.   Etica pussa via. “Codice etico ? Certe parole mi fanno venire in mente gli avvocati. Preferisco definirlo comportamentale e sarò io il giudice in base alla mia testa e alla mia mentalità. Non ci saranno punizioni standard” (Antonio Conte, nuovo ct della Nazionale di calcio, Corriere della sera, 20-8). Scommettiamo?

Da Il Fatto Quotidiano del 25/08/2014. marco travaglio via triskel182.wordpress.com

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