Marco Travaglio editoriale di lunedì 4 agosto ma mi faccia il piacere

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Prima e dopo la cura. “Dal 2015 i pensionati saranno dentro la stessa misura degli 80 euro prevista nel decreto Irpef” (Matteo Renzi, presidente del Consiglio, 23-5). “Estendere la platea dei beneficiari degli 80 euro? Non sono in grado di garantirlo” (Matteo Renzi, presidente del Consiglio, 1-8). Il presidente del Consiglio ringrazia sentitamente tutti i pensionati che il 27 maggio se l’erano bevuta e l’avevano votato. La Fossa delle Marianne. “Ho cercato di intrappolare in gabbia e salvare un topino bianco di campagna, ma non ci sono riuscito e si è infilato in un trappolino mortale. Mi è spiaciuto perchè si era innamorato di me. Mi era pure entrato nei pantaloni” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 1-8). Cioè ha preferito il suicidio. Firenze provincia di Cogne. “Renzi ora deve spiegare le sue spese pazze da presidente della Provincia di Firenze” (Carlo Taormina, avvocato, Libero, 31-7). O dare la colpa ai vicini di casa.

Cambiaverso. “L’accordo con Berlusconi ha retto e credo che continuerà a reggere, perciò non si faranno cambiamenti che non siano condivisi anche da Forza Italia” (Renzi, Corriere della sera, 31-7). “È importante che Berlusconi sia seduto al tavolo delle riforme” (Renzi, 2-8). Da “Meno male che Silvio c’è” a “È importante che Silvio ci sia”. Miracoli della rottamazione.   Svendola. “Dopo giorni di blindatura e ostruzionismo, il governo apre una finestra” (Nichi Vendola, leader di Sel, Corriere della sera, 2-8). Guarda meglio, Nichi: sono i tuoi che si calano i pantaloni.   Zia Pina. “È inaccettabile che Maria Elena Boschi, che sta dimostrandosi bravissima in un ruolo in cui molti altri avrebbero fallito, venga attaccata per il suo aspetto. In questo Paese, se sei donna, devi dimostrare le tue capacità mille volte in più rispetto a un uomo” (Pina Picierno, eurodeputata Pd, Corriere della sera, 30-7). Per questo mi sono laureata con una tesi su De Mita.   Totò, Peppino e l’Unità. “Quando l’Unità chiuse nel 2000 i debiti sono passati a Ugo Sposetti, il giornale consegnato a Furio Colombo era pulito. Adesso il numero di copie vendute è la metà e i debiti sono cresciuti. Qualcuno porta la responsabilità di tutto ciò. Bussare alla porta di Colombo, De Gregorio e Sardo” (Giuseppe Caldarola, ex direttore dell’Unità dal 1996 al ’98 e dal ’99 alla chiusura del 2000, il Giornale, 31-7). Caldarola no, tanto non aprirebbe: lui sa solo chiudere.

Madia, ma dai/1. “Abbiamo appena cominciato”(Marianna Madia, Pd, ministro della PA, l’Espresso, 7-8). Piano con le minacce.   Madia, ma dai/2. “Chi vuole restare al lavoro a vita ruba un posto alle nuove generazioni” (Marianna Madia, Pd, ministro della Pubblica amministrazione, La Stampa, 30-7). Giusto: abbattiamolo.   Il sedicente. “Finchè io sarò ministro dell’Interno non avallerò nessuna legge che possa far correre a un ragazzo italiano il rischio di vedersi rubato il posto di lavoro da un immigrato” (Angelino Alfano, Ncd, 1-8). Perchè, lui è ministro dell’Interno?   Divani&Divani. “Renzi chiude la porta: non tratto con chi è attaccato alla poltrona” (La Stampa, 30-7). Soprattutto alla mia.   Partiti e arrivati. “La Rai va tolta ai partiti” (Matteo Renzi, la Repubblica, 31-7). E lasciata a me.   Il Tavecchio che avanza. “Non ce la faccio più” (Carlo Tavecchio, pregiudicato, presidente della Lega Calcio Dilettanti candidato alla presidenza Federcalcio, la Repubblica, 31-7). Sapessi noi.   Peace-keeping. “Roma, lady 1.243 case fa la pace con il fisco: ‘Pagherò 50 milioni’. AccordorecordtralaArmelliniel’AgenziadelleEntrate: in 10 anni non aveva dichiarato redditi per 2 miliardi” (la Repubblica, 1-8). “Lady 2 mila case fa pace col fisco e paga solo 47 milioni per l’evasione” (Libero, 2-8). Una volta si chiamavano evasori, ora sono pacifisti.   Pisapippa. “L’ira di Pisapia su Vendola: ‘Basta con l’ostruzionismo. Sono contrario alla dittatura della maggioranza, ma anche a quella delle minoranze’” (la Repubblica, 1-8). Tranqui, Pisa: tu in minoranza non hai mai rischiato di finirci.   La combriccola del Vasco. “Dopo Vasco Errani, abbiamo eletto un altro fuoriclasse alla Conferenza delle Regioni: Sergio Chiamparino” (Matteo Renzi, 31-7). Non ha ancora condanne, ma ha tutta una vita davanti.   Il Leccaciccia. “Dario Franceschini, prima di arrivare alla ciccia, prima di arrivare alla sua polemica con la Apple, alla rivolta delle soprintendenze, alla sua discussione con Renzi, alla ribellione dei sindacalisti, agli scempi del Teatro Valle, si ferma un attimo, fissa il cronista negli occhi, ascolta la sua domanda, si alliscia la barba, cerca di trovare le parole giuste, giocherella con i suoi iPhone, lancia uno sguardo a suo portavoce e alla fine decide di stare al gioco. E d’un fiato la mette così: ‘È vero, oggi la sinistra non ha più paura di Checco Zalone’” (Claudio Cerasa, Il Foglio, 30-7). Me’ cojoni.   Ed è subito Pera. “Grasso? Al suo posto la tagliola l’avrei messa prima… Il testo della riforma del Senato è molto pasticciato e non risponde a una corretta logica istituzionale” (Marcello Pera,FI,ex presidente del Senato,La Stampa, 30-7). Quindi, siccome è un pasticcio, va approvato subito. Parola di pasticciere.   Maialina. “L’azione giudiziaria, innanzitutto, non può esercitarsi sulla politica così come si esercita sugli uomini qualunque” (Giovanni Orsina, docente universitario, La Stampa, 29-7). Deve averlo letto nella “Fattoria degli animali” di Orwell, nel capitolo sui maiali, peraltro senza capirlo.Massima solidarietà agli allievi.

Da Il Fatto Quotidiano del 04/08/2014. marco travaglio via triskel182.wordpress.com

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