Marco Travaglio Tangentiadi 2024

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SI CORREA parte i soliti gufi, l’idea di candidare la città di Mafia Capitale per le Olimpiadi del 2024 è stata accolta con il dovuto giubilo dalla stampa nazionale (quella internazionale seguirà). La manifestazione, checché se ne dica, parte sotto i migliori auspici. La macchina organizzativa è già quasi pronta e solo la proverbiale ritrosia del premier Renzi agli annunci ha fin qui impedito agl’italiani di conoscerla nei dettagli e, come dice lui, di “tornare a sognare”.   Comitato promotore. Per garantire un’edizione davvero virtuosa dei Giochi, si pensa a un presidente al di sopra di ogni sospetto. I nomi che girano sono quelli di Luca di Montezemolo (ex Italia 90, ex Fiat, ex Ferrari, ex tutto, ora presidente della nuova Alitalia), di Corrado Passera (leader del partito “Corrado Passera”, dal nome dell’unico elettore) e di Franco Frattini (che già organizzava gare sportive invece di fare il ministro degli Esteri). Ma all’ultimo potrebbe spuntare, a sorpresa, il classico outsider: Luciano Moggi. Ha le conoscenze giuste e a gennaio, se tutto va bene, dovrebbe uscire come nuovo dal processo di Calciopoli con la prescrizione in Cassazione, dopo le condanne in primo grado e in appello per associazione per delinquere e frode sportiva. Insomma è libero, con tanta voglia di ben figurare. Calcio.

Gli stadi italiani risalgono ai Mondiali di Italia 90, costati la modica cifra di 620 milioni di euro (con una lievitazione di appena l’84% rispetto ai preventivi, più i mutui ancora da pagare: 60 milioni di euro all’anno), e sono ormai obsoleti. Bisognerà rifarli ex novo, ma gli imprenditori italiani – i nuovi “eroi del nostro tempo” secondo il premier – non sono certo tipi da arrendersi dinanzi a questa sfida che rilancerà la crescita e l’occupazione per un nuovo boom economico. Per le aree, si pensa agli attuali campi rom della coop 29Giugno, ribattezzata per l’occasione 29Giugno-29Luglio2024. Salvatore Buzzi ci sta già lavorando a Rebibbia. In un’intercettazione di stamane, confida al compagno di cella: “Cumpà, tu c’hai idea quanto ce guadagno sulle Olimpiadi? Er traffico de droga e i zingari rendono de meno”. Nuoto. La Capitale può già disporre di impianti avveniristici: le piscine avviate per i Mondiali di Nuoto 2009, costate appena 200 milioni, ma opportunamente non completate cinque anni fa, anche per via di qualche errore di calcolo sulle misure che le rendeva inadatte anche per fare il bagnetto ai bebè. Grazie alla preveggenza dei dirigenti del Coni, saranno quasi certamente pronte con qualche ritocco per il 2024, nuove di zecca, evitando così ulteriori spese di ristrutturazione e manutenzione. Nel caso in cui non si facesse in tempo, tornerebbero comunque utili per Roma 2040.   Boxe, lotta e tiro al piattello. Un tempo appannaggio dei campioni italiani, le tre virili discipline mancano da anni nel Palmarès tricolore. Ma i Nar e la Banda della Magliana dispongono ancora di ottimi picchiatori e tiratori scelti e sono pronti a metterli a disposizione in cambio di modesti sconti di pena. Calcoli attendibili assicurano che lo stesso Massimo Carminati, per il 2024, dovrebbe essere prescritto o comunque già fuori. Pronto a scendere in campo con tutta la sua esperienza. Nuove discipline. Al posto del curling, che non ha incontrato i favori del pubblico, è allo studio in via sperimentale l’introduzione di un nuovo sport olimpico che potrebbe regalare all’Italia grandi soddisfazioni sul podio: il “fracturing bones” (letteralmente: spezzare ossa a piacere). Anche per non disperdere il talento di un potenziale campione come Matteo Calvio, detto Spezzapollici, che intanto si allena a nell’ora d’aria di Rebibbia con le guardie.   MosExpo2024. Come giustamente rivendicato dagli amministratori locali, le gare olimpiche verranno spalmate sul territorio delle Cento Città. La pallanuoto toccherà a Genova, e sarà “open”, senza bisogno di piscine: il governatore Burlando garantisce esondazioni del Bisagno anche in piena estate.

Milano si aggiudicherà il basket, con palasport nuovi di zecca a cura della Federmazzette di Greganti, Frigerio & Grillo (quello buono, Luigi), già collaudata in precedenti manifestazioni. Torino e Venezia sono in corsa per il calcio. Torino ha più stadi che spettatori, quindi è perfetta. Venezia invece avrà un nuovo stadio galleggiante e semovente, un capolavoro avveniristico di architettura e ingegneria affidato a Calatrava che sorgerà sulle paratie del Mose (tanto, assicurano i neocommissari Galan e Or-soni, “col cemento ci siamo tenuti abbondanti”). Alla peggio, tornerà utile per il nuoto acrobatico.   Catering e diritti tv. Nell’àmbito del rinnovato Patto del Nazareno, il catering della kermesse – come del resto quello di Expo – sarà appaltato a Eataly di Oscar Farinetti, amico del premier Renzi, mentre i diritti televisivi saranno assegnati di diritto a Mediaset Premium. Naturalmente senza gara, come recita il nuovo motto della manifestazione, che rottama quel vecchio gufo di De Coubertin nella migliore tradizione del made in Italy: “L’importante è non partecipare, ma vincere lo stesso”.   Nuovi posti di lavoro. Più che per i cantieri, perlopiù affidati a extracomunitari in nero, migliaia di assunzioni si renderanno necessarie per rimpolpare gli organici della magistratura, della polizia giudiziaria e soprattutto penitenziaria.

Da Il Fatto Quotidiano del 17/12/2014. marco travaglio via triskel182.wordpress.com

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