Massimo Gramellini buongiorno notizie in retromarcia

massimo gramelliniNotizie in retromarcia
Premesso che i giornalisti sono responsabili di ogni malvagità del creato, dalla glaciazione che sterminò i dinosauri alle dichiarazioni travisate di Cicchitto, bisognerà cominciare a riflettere sulla credibilità delle fonti: le cosiddette Autorità, che diffondono o avallano le notizie con il peso della loro carica. Se il vescovo ausiliario dell’Aquila dichiara urbi et orbi (soprattutto orbi) che nella sua diocesi ci sono ragazzine che si prostituiscono in cambio di una ricarica del telefonino, le persone semplici sono portate a credere che non stia parlando per dare aria ai suoi santissimi denti, ma abbia raccolto testimonianze affidabili e dall’alto del pulpito intenda denunciare un problema. Invece appena vede i titoli sui giornali (titoli aizzati da lui) il vescovo si affanna a far sapere che il suo era solo un allarme preventivo: esiste sempre la possibilità che le ragazzine possano peccare, ma per il momento le ricariche sono al sicuro.

Se ci si sposta dal potere religioso a quello civile, il tasso di serietà non cresce. Campi Salentina è un paese che in tempi più fortunati diede i natali a Carmelo Bene e adesso a un sindaco che prima conferma alla stampa locale che una bambina di undici anni è incinta di un diciassettenne e poi, tramortito dalle pagine dedicate al morboso argomento, ammette di avere dato fiato a una diceria. Sarà smania di protagonismo, superficialità, italica fanfaronaggine. Ma se l’Autorità non è più neanche lontanamente autorevole, chi possiamo ancora prendere sul serio, oltre i comici?

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