Massimo Gramellini cosa c’è nella testa del magistrato di sorveglianza e di quelli che hanno liberato il serial killer Gagliano ?

massimo gramelliniGiustizia d’evasione
Breve viaggio panoramico nella testa del magistrato di sorveglianza che ha concesso il permesso premio al serial killer di Savona da ieri alla macchia.

«Dunque, Gagliano, riepiloghiamo. Lei nel 1981 uccide la prostituta con cui ha una relazione sfondandole il cranio a colpi di pietra. L’anno seguente, sfruttando una licenza, sequestra una famiglia e spara a casaccio addosso ai passanti.

Passano sette anni e durante un permesso premio ammazza una transessuale e un travestito. Il giorno successivo trapassa la gola a una prostituta, che sopravvive per miracolo. E poi? Ah, ecco… arrestato, evade di nuovo durante un altro permesso premio e spara in faccia alla sua compagna. Si costituisce, evade ancora due volte e, tra un’evasione e l’altra, prende a pistolettate un metronotte… Qui si apre il capitolo delle rapine, se non sbaglio. Nel 2005, ormai quarantaseienne, svaligia supermarket e uffici postali. Arrestato, esce per l’indulto ma torna dentro la settimana dopo: aveva estorto dei soldi a un imprenditore… In carcere, nel corso di un interrogatorio, afferra l’attaccapanni e sfascia la sala colloqui. Polizia e carabinieri la segnalano come individuo molto pericoloso. Mmm… Tutto ciò visto e considerato, ritengo che nulla ostacoli la concessione di un nuovo permesso premio. Vada pure, Gagliano. E mi raccomando, faccia il bravo».

P.S. Il monologo del giudice è immaginario (ma non troppo, temo). Mentre le parole del direttore del carcere di Genova – «Non eravamo a conoscenza del suo passato di serial killer. Credevamo fosse solo un rapinatore» – sono drammaticamente autentiche.

 Massimo Gramellini da lastampa.it

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