Massimo Gramellini Uccellacci e uccellini

massimo gramelliniUccellacci e uccellini
Scrive un’amica della cui affidabilità non ho motivo di dubitare che l’altra sera, mentre si trovava a cena da amici in un condominio del quartiere Flaminio a Roma, ha sentito battere le mani nel cortile sottostante. Un rumore ritmico che di minuto in minuto cresceva fino a diventare insopportabile. Ha chiesto ai padroni di casa chi fosse il suonatore improvvisato di flamenco. Era il portiere dello stabile, che ogni sera replicava lo spettacolo per disturbare gli uccellini intenzionati a occupare i rami della grande magnolia posta al centro del cortile, da dove poi avrebbero intonato i loro canti notturni.

Proprio allora si è spalancata una finestra del primo piano ed è apparsa una donna munita di coperchi. Per indurre al silenzio uno stormo di pennuti canterini, l’intero isolato si è dovuto sorbire una jam session di percussionisti dilettanti. La signora dei coperchi ha annunciato gongolante che la magnolia, origine di tutte le disgrazie, sarà presto abbattuta. Tolto di mezzo l’ingombrante arbusto con il suo carico di frastuoni arcadici, gli orecchi dei condomini saranno di nuovo liberi di concentrarsi sui gorgheggi delle sgommate, sulla sinfonia dei clacson, sulle performance gutturali degli ubriachi.

Come frenare l’anarchia privata che accetta di buon grado ogni inquinamento acustico provenga dall’uomo mentre manifesta odio patologico nei confronti della natura? Questo si chiede la mia amica, facendo ironico appello a un pianista disposto ad andare nel cortile ogni sera per attirare gli uccelletti sulla magnolia con i Notturni di Chopin. Illusa: tirerebbero i coperchi anche a lui.

Da La Stampa del 20/08/2014. Massimo Gramellini via triskel182.wordpress.com

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